Attenzione
Cresce l'esercito dei poveri
Italiano, pensionato o disoccupato: è l'identikit del nuovo disagio a Grosseto. Nel 2011 tremila "ospiti" in più per la mensa Caritas: sono nuovi poveri, più uomini che donne
GROSSETO. C'era una volta l'Eca, la mensa dove i poveri potevano consumare un pasto caldo. C'erano una volta i vecchi poveri: i barboni, certi stranieri. Oggi è un'altra storia. L'identikit della persona che chiede aiuto è cambiato. Anche a Grosseto. Sempre più famiglie vivono situazioni di difficoltà. Marito, moglie e figli, nuclei familiari normalissimi che non hanno lavoro e che stentano ad arrivare in fondo al mese. Soffocati dall'affitto o dal mutuo, dalle bollette o dalle rate, non resta niente per fare la spesa. Nell'ultimo anno le visite al centro di accoglienza Caritas di via Alfieri sono aumentate in modo significativo: da 20.680 nel 2010 a 23.419 nell'anno appena concluso, un trend che sembra destinato ad aumentare ancora.
A margine sono conteggiati altri numeri, altrettanto significativi: circa 6.000 indumenti distribuiti, 4.000 docce, 200 visite mediche e 500 pacchi viveri che sono andati ad integrare il prezioso lavoro delle varie Caritas parrocchiali. Insomma, non sempre i nuovi poveri si siedono al tavolo della Caritas, ma dalla Caritas ricevono comunque aiuto: cibi per nutrirsi, vestiti, assistenza. Questi dati sono stati divulgati ieri dal responsabile del centro di accoglienza del capoluogo, Luca Grandi. «Quotidianamente - spiega - nella struttura di via Alfieri transitano oltre 100 persone al giorno, che nei turni della mattina e del pomeriggio usufruiscono dei servizi come la mensa, la distribuzione del vestiario e dei pacchi viveri, i bagni, l'infermeria, il centro di ascolto. Fino a cinque anni fa il contesto era diverso. Gli ospiti che chiedevano un pasto caldo erano circa quaranta al giorno, per la stragrande maggioranza stranieri».
Qualche esempio? I pasti erogati erano 275 pasti nel 1988 e 441 l'anno successivo. Circa 4.800 nel 2005. «In questo impegnativo lavoro quotidiano al fianco dei più deboli - continua Luca Grandi della Caritas - c'è la disponibilità delle tre giovani che prestano il servizio civile regionale nelle nostre strutture. Non solo. Attraverso il progetto "Cittadinanza Creativa" e la collaborazione con le scuole superiori della città, un buon numero di giovani studenti hanno adesso la possibilità di svolgere ore di volontariato, conoscendo realtà che mai avrebbero incontrato. Nel periodo delle festività natalizie abbiamo riscontrato, con piacere, la disponibilità di giovani volontari che hanno offerto il loro tempo libero in particolare nel servizio mensa». Ma chi sono a Grosseto i nuovi poveri? Se prima i poveri erano persone senza fissa dimora, oggi sono grossetani, residenti. Più uomini che donne.
In prevalenza tra i trenta e i quarant'anni, ma anche anziani pensionati. In forte crescita infine il numeri di famiglie che chiedono pacchi viveri. Gli utenti della Caritas restano però, per la maggior parte, stranieri, immigrati che arrivano dall'Est Europa o dal Nord Africa. C'è una differenza però tra gli stranieri e gli italiani in difficoltà. Per chi arriva da un altro paese transitare alla Caritas può essere l'inizio di un progetto di vita lontano dalla propria patria; per gli italiani spesso questo rappresenta non l'inizio accidentato, ma la peggior fine di un percorso. Ma con quali soldi opera la Caritas? Istituzione della Chiesa Cattolica, è sostenuta in gran parte dall'8 per mille; ci sono anche la copertura economica del vescovo, donazioni e offerte di cittadini. Semmai c'è un crescente bisogno di volontari che diano una mano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
