Il Tirreno

Grosseto

Il dg Costantini critica le nuove norme sugli orari dei negozi

Commercio, la rabbia di Simply «Liberalizzazione selvaggia»

Maurizio Bernardini
<b>IL DIRETTORE</b> generale della coop Etruria Graziano Costantini
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IL DIRETTORE generale della coop Etruria Graziano Costantini

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 GROSSETO. Parla di «liberalizzazione selvaggia» Graziano Costantini, direttore generale della cooperativa Etruria, distributrice per l'insegna Simply Market nell'Italia centrale.  Il riferimento è alle recenti mosse del Governo guidato da Mario Monti che, ampliando quanto già stabilito dal precedente esecutivo, ha tagliato le restrizioni orarie e giornaliere che legavano il commercio. Alla gioia di chi è da tempo favorevole alle serrande alzate quando e quanto ogni titolare di negozio desidera, si contrappone dunque lo scetticismo di Costantini. Che alimenta il divario che la totale libertà di apertura dei negozi ha creato tra associazioni di categoria, consumatori, sindaci di zone chiave del territorio provinciale, come Castiglione della Pescaia, Follonica e Monte Argentario, oltre naturalmente a Grosseto.  A questo continuo e spesso contrastante dibattito non si è sottratta neppure la Regione che ha, anzi, mosso da subito una forte azione di protesta: il provvedimento nazionale tocca una materia che Firenze reputa di propria esclusiva spettanza. Una linea pienamente in sintonia col pensiero di Costantini.  «Le Regioni non solo sono pienamente competenti, ma hanno anche il polso necessario a valutare adeguatamente il contesto socio economico di applicazione delle norme. La Regione - spiega Costantini - ha scelto la strada, che condivido, della liberalizzazione equilibrata e ha fatto bene ad impugnare il decreto governativo davanti alla Corte Costituzionale».  Ma perché il commercio è in crisi? Per il direttore della cooperativa Etruria la risposta si trova nel sempre più limitato potere d'acquisto delle famiglie e nelle «negative aspettative per il futuro, in particolare sul fronte occupazionale. Non è l'aumento dell'offerta la riposta maggiormente adeguata alla crisi del commercio». Una posizione fortemente critica dunque, quella di Costantini, che avverte: «la deregulation degli orari finirebbe per favorire solo la grande distribuzione ed i negozi gestiti da orientali, a danno delle piccole attività a conduzione familiare».  Il pericolo, sempre a parere del direttore, è che sia messa a rischio una vasta rete di «esercizi commerciali, specialmente nei centri storici, che svolgono un importante ruolo sociale, culturale e identitario». Vista l'abolizione delle autorizzazioni necessarie per l'avvio di una superficie commerciale, saranno inoltre «sempre di più - conclude Costantini - i supermercati che, per sopravvivere, opteranno per ridurre il livello di servizio, diminuire la qualità dei prodotti o alzare i prezzi».

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