Il Tirreno

Grosseto

Dal “Parco Tibet” ai “Fratelli Bruni”, fioccano le richieste. Ma per cambiare l’iter è lungo e difficile

Quando i creativi invadono le strade

 Francesca Ferri
<strong>PIAZZA DELLA PALMA</strong> è stata ribattezzata recentemente piazza Randolfo Pacciardi Sotto la pratica per l’intitolazione a Craxi di una piazza cittadina
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PIAZZA DELLA PALMA è stata ribattezzata recentemente piazza Randolfo Pacciardi Sotto la pratica per l’intitolazione a Craxi di una piazza cittadina

Valanga di proposte al Comune per l'intitolazione di vie e piazze

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GROSSETO. Alzarsi la mattina e trovarsi con l'indirizzo nuovo senza aver traslocato. Non si arriva a tanto, a Grosseto, ma ci si avvicina abbastanza. Sono una ventina all'anno le richieste di privati cittadini, associazioni e partiti politici per ribattezzare una piazza o una strada, a fronte di oltre 4mila toponimi esistenti. E, quando succede, tutta la strada cambia automaticamente indirizzo. Negli anni le richieste hanno riempito decine di faldoni. C'è chi propone il personaggio politico - fece clamore la creazione di piazza Craxi - chi un congiunto famoso, chi lo scrittore preferito. Una città di topografi, insomma. Se non che il meccanismo è tutt'altro che automatico.  «Chiunque può chiedere di dare un nome a una strada nuova o di cambiare quello di una già esistente», spiega Massimo Travison, responsabile dell'Ufficio toponomastica del Comune. «La richiesta va accompagnata da documentazione cartografica e storica del personaggio, che deve essere morto da almeno 10 anni, ad eccezione di caduti di guerra o di persone dai meriti eccezionali».  Anche in questi casi, però, ci sono diversi scalini da superare. La domanda va rivolta al Comune che la passa una prima volta al vaglio della giunta. Quindi viene inviata al prefetto che deve dare il nulla osta e alla Deputazione di storia patria a Firenze, che valuta se la dicitura è riportata correttamente. Quindi torna alla giunta che, con delibera, dà la definitiva approvazione. Nessun consulto è previsto con i diretti interessati: gli abitanti del quartiere.  Ma non sempre le cose vanno lisce. Nel 1997 agli uffici di toponomastica arrivò la richiesta di chiamare il parco di via Cimabue "Parco Tibet Libero". Per la giunta niente problema, ma il prefetto stoppa tutto: il messaggio è palesemente politico, la richiesta è respinta.  Al vaglio dell'ufficio toponomastica c'è oggi la proposta del Gruppo "Fratelli Bruni" dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, che chiede di intestare ai Marinai d'Italia la zona a Marina di Grosseto dove sorgerà il Monumento ai Caduti del mare. Per la nuova area del Casalone, intorno al centro commerciale Aurelia Antica, è stato proposto il nome di Gastone Petrini, medaglia d'oro alla memoria della Cri, morto nel 1957 a 19 anni.  Nel 2011 una richiesta è andata a buon fine. Una parte di "via del Tiro a Segno" è stata trasformata in "piazza del Tiro a Segno". Un piccolo cambiamento costato a 79 famiglie il cambio di residenza coatta.

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