Proteste
Gavorrano. Il Pd all’attacco del sindaco Borghi: siamo l’unico Comune che ha approvato questa decisione
«Irpef, sbagliato non prevedere una differenziale»
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OPPOSIZIONE La capogruppo Francesca Mondei2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Torna alta la tensione tra il Pd e Massimo Borghi. «Il sindaco si trova in una condizione di avversità personale verso il capogruppo Mondei» dicono i democratici. Dopo i Bagnetti, altro tema caldo, condito da un botta e risposta velenoso, è l'aumento dell'Irpef approvato dall'amministrazione di Gavorrano. La sfidante numero uno alle ultime elezioni infatti, ha criticato questa mossa, per più motivi. «Ancora non sappiamo quanto il Comune incasserà dall'Imu» ha detto Francesca Mondei, ribadendo come, in ogni caso, «l'amministrazione avrebbe dovuto quantomeno prevedere una differenziale sulla base dei redditi di ogni cittadino», ricordando anche che «ad oggi, Gavorrano è l'unico Comune che ha approvato questo tipo di decisione». Per di più, «se veramente queste nuove entrate nel 2012 devono servire per coprire quei 400mila euro, come ha detto il sindaco, dovuti alla mancata rinegoziazione dei mutui da parte del commissario, perché questo squilibrio non è risultato nell'assestamento di bilancio approvato a novembre dalla maggioranza?». Borghi a queste dichiarazioni ha già risposto dicendo che questo aumento è stata una mossa necessaria e che è «demagogia dire che si poteva fare in altra maniera: quello che potevamo tagliare l'abbiamo fatto nel 2009». Ma botta e risposta a parte nelle parole di entrambi si ritrovano tracce di vecchi veleni. «Sono mesi - dicono dal Pd - che Borghi ribadisce che ogni effetto negativo delle sue scelte amministrative sono la conseguenza di atti scriteriati di qualcun altro: prima di chi l'aveva preceduto, poi del commissario. Ci chiediamo quando Borghi inizierà ad assumersi le sue responsabilità. Che il berlusconismo abbia preso campo anche a Gavorrano? Questo continuo richiamo al commissario da parte di Borghi pare più un paravento per difendere decisioni sgradite ai cittadini che altro». In questo modo, anche la riunificazione della sinistra gavorranese, sbandierata come intento da entrambe le parti, sembra più lontana. Un nuovo matrimonio tra «quelle stesse forze che ad oggi si trovano divise proprio a causa dei comportamenti di chiusura da parte di Massimo Borghi» attaccano i democratici. A.F.
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