Il Tirreno

Grosseto

Il tumore passa «inosservato»

Elisabetta Giorgi
Il tumore passa «inosservato»

Ha un cancro al retto, all'ospedale la diagnosi è di emorroidi

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«All'ospedale di Grosseto mi hanno diagnosticato emorroidi e invece era un tumore». Un calvario, per un 72enne grossetano di origine emiliana, ex dipendente di una compagnia marittima e ora paziente in attesa di intervento. Lunedì prossimo sarà operato al policlinico Le Scotte di Siena per un male che gli è stato riscontrato qualche mese fa; diagnosi comunicata a Siena lo scorso agosto, dopo che a Grosseto (il mese prima) gli avevano parlato di "escrescenze" benigne. La sua storia inizia a primavera 2007 quando - racconta lui stesso coi referti in mano sia dell'ospedale di Grosseto che di quello di Siena - «vado a farmi la colonscopia all'ospedale Misericordia».

L'uomo si sente bene ma - spiega lui stesso - decide di andare spontaneamente a farsi vedere «perché avevo piccole perdite di sangue...». Dalla visita e dalla successiva colonscopia, quest'ultima datata 9 maggio 2007, «mi vengono riscontrate delle comuni emorroidi. Terapia consigliata: nessuna. Io mi tranquillizzo, ovviamente, anche perché non mi sentivo affatto male né mi ritenevo bisogno di cure. Avevo solo queste piccole fuoriuscite ma niente di particolare...». Tranquilla e serena, la sua storia va avanti per quattro anni senza alcun problema e «senza dolore - ammette l'uomo - finché a marzo 2011 non vengo chiamato dall'ospedale di Grosseto per uno screening gratuito. Dovevo farmi un esame occulto delle feci».

L'uomo va in ospedale e si sottopone a una visita; segue lettera dell'Asl in cui si dice che «l'esame per la ricerca del sangue occulto è risultato positivo». Il referto, datato 8 marzo 2011, alla voce apposita gli restituisce valori "positivi" nel campo numericamente più importante (valore superiore a 100). La lettera riporta anche un invito a presentarsi in ospedale per concordare tutti gli accertamenti del caso; cosa cui lui ottempera. Così segue un colloquio con il medico che (racconta ancora il paziente) «mi conferma la versione precedente che mi era stata data dopo la colonscopia del 2007, ovvero la presenza di emorroidi nel retto». Il periodo resta relativamente tranquillo e dominato da piccole perdite, senza niente che faccia pensare al peggio.

Ma passa il tempo e iniziano i guai. «È luglio 2011 quando le cose si complicano e io inizio ad avere un grande fastidio, con problemi fisiologici consistenti. Faccio sempre più fatica a compiere le mie necessità quotidiane e inizio a preccuparmi, così mi attrezzo per andare a farmi visitare altrove». L'anziano prende la macchina e va a Siena, al policlinico Le Scotte. «Prendo appuntamento con un medico e mi faccio vistare per confrontare le due diagnosi: la sua e quella dei colleghi maremmani». E qui arriva la doccia fredda. Alle Scotte «il medico che mi visita mi ordina subito una colonscopia. E dal risultato è emerso il peggio». Il referto delle Scotte, datato 1º agosto 2011, parla di «polipo del cielo, asportato endoscopicamente», e di una «lesione ulcerata del retto di probabile natura eteroplastica».

Segue, urgentissimo, l'esame istologico del materiale asportato e la cui diagnosi arriva il giorno dopo, 2 agosto, nei seguenti termini. «Adenocarcinoma», ovvero cancro che trae origine dal tessuto ghiandolare, e «adenoma villoso». Uno choc. «Da allora la mia vita è cambiata. Scioccato ho preso tutte le carte e sono tornato a Grosseto. Ho dovuto fare quattro mesi di radio e chemioterapia, rivolgendomi sempre e solo a Siena. Qui sarò operato lunedì prossimo, sperando che l'operazione sia la meno invasiva possibile e mi permetta, un domani, di condurre una vita normale. Ma non è detto. Nel frattempo mi sono rivolto al tribunale del malato di Grosseto a cui ho raccontato la mia storia e chiesto consigli su cosa fare. Vedremo. Prima - conclude il paziente - voglio capire come andrà l'operazione e se riuscirò a uscirne bene».

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