Sicurezza
All'asta dai quadri ai rottami d'auto
Elisabetta Giorgi
Fra le esecuzioni mobiliari pezzi di grande valore. E le macchine di Ape
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GROSSETO. Non solo case, ma anche e soprattutto opere d'arte. Dipinti del '500, migliaia di libri. Ottocenteschi copriletto, vetture d'epoca dai colori più improbabili (verde petrolio, rosso amaranto, giallo limone). Microscopi hi-tech muniti di telecamera, 200 caschi per le moto e altro ancora. È il "mercato" delle esecuzioni mobiliari del tribunale di Grosseto, che tra libri e auto raccoglie - in Maremma - un universo di beni mobili che propone all'interesse popolare. Anche scoprendo un nuovo filone, quello delle incursioni rétro. È un tourbillon di oggetti di tutti i tipi, specchio di una crisi drammatica che ha colpito trasversalmente tutti i settori: dall'agricoltura al commercio di romanzi, dal campo antiquario a quello degli imprenditori dei trasporti. Il sito delle aste giudiziarie del tribunale di Grosseto (che pubblica solo gli annunci di beni il cui valore complessivamente supera i 20mila euro) ha inventariato 134 lotti (ognuno con più beni) alcuni dei quali superano i 100mila euro. A volte si leggono in filigrana storie note, ed è il caso di 2500 libri oggetto d'esecuzione per un valore di 30mila euro (lotto unico), e che a quanto pare chiudono la vicenda di una notissima libreria cittadina che ha serrato i battenti i mesi scorsi. C'è poi quella sorta di filone "anticheggiante" che vede oggetto d'esecuzione coperte e tovaglie antiche, quadri di scuola napoletana e coltelli o forchette di due secoli fa appartenenti a privati o lavoratori in crisi. Ecco otto quadri appartenenti allo stesso privato e suddivisi in due lotti (totale 100mila euro), o due dipinti del '500 raffiguranti un porto (32 mila euro); altri sei sono in vendita per 68mila euro, e si tratta di pitture ottocentesche di scuola napoletana che raffigurano paesaggi. In tutti questi casi non si tratta di aste, ma di vendite effettuate attraverso un "referente" commissionario, che il giudice del tribunale di Grosseto di volta in volta individua nella persona di un ragioniere o di un commercialista. Per 3.800 euro il tribunale mette in vendita coperte bianche fatte a mano, "presumibilmente di inizio '900", copriletto "di fine '800 costituito da un filato di seta color beige" (9.600 euro), un vecchio "servizio di posate in argento composto da 116 pezzi di cui 12 cucchiai grandi, 24 forchette grandi", ramaioli e paletti dolci, forchettoni grandi, per circa 9 chili e mezzo d'argento. Il valore? Non briciole, ma 30mila euro. «Oggetto di esecuzione mobiliare può essere qualsiasi cosa - dice il ragionier Bruno Piccolotti, uno dei tanti incaricati dal tribunale di fare da "commissario" di una procedura esecutiva - Ci sono le tivù, le auto e molto altro: ovviamente tutto quello che può avere un certo interesse in termini di valore economico. E non si escludono affatto i beni "antichi", che a volte possono diventare più appetibili di un bene comune proprio in quanto, a differenza di una tivù o di un motorino di 10 anni fa che perdono valore e quindi interesse per la vendita, i beni più datati non lo perdono ma lo acquistano in ragione della loro antichità». Sarà anche in virtà di questo novello "filone dell'antico" che figura, come oggetto d'esecuzione, una lunga serie di auto d'epoca che, viste in foto, paiono proprio quelle di Michele Rossi detto "Ape", da anni al centro di polemiche per aver colonizzato ormai ogni angolo del capoluogo. Una Citroen bronzo metallizzato a 7mila euro bronzo metallizzato, una Volvo rosso amaranto, una Simca verde petrolio, Una Fiat senape. E 9 cerchioni per auto di tutti i tipi.
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