Finanza
Cinque punti contro la caccia
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LAV. La delegazione con lappello (in mano a Bottinelli) nei nostri uffici Appello della Lav ai giornalisti: «Non celebratela»
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GROSSETO. Un appello contro la caccia, in cinque punti. A consegnarcelo, ieri pomeriggio in redazione, una delegazione della Lav (Lega Anti Vivisezione) di Grosseto, guidata dal presidente provinciale, Giacomo Bottinelli. La Lav ha scelto di consegnarla a noi del Tirreno in quanto da novembre stiamo facendo un referendum sul miglior cacciatore maremmano, sul miglior "padellatore" e anche sul cane. Ovviamente, così come diamo spazi ai tantissimi cacciatori maremmani (dall'inizio ci sono arrivati oltre 4000 tagliandi), diamo spazio anche alle ragioni della Lav. L'appello elenca le cinque "ragioni base" per le quali - secondo la Lav - si deve dire no alla caccia e invita i giornalisti che scrivono di questo argomento a riflettere su ciò che l'attività venatoria implica. Ecco il testo completo dell'appello. «Cari giornalisti, capita spesso di leggere articoli e di assistere a servizi televisivi nei quali la caccia è presentata come una tradizione da preservare, una nobile arte e un momento di contatto con la natura. La Lav Grosseto lancia un appello a tutti voi, chiedendovi una presa di coscienza e di responsabilità». «Elenchiamo qui cinque motivi per i quali la stampa non dovrebbe, a nostro parere, dare risalto alla caccia in un'ottica elogiativa: 1) La caccia uccide animali inermi per il puro divertimento dei cacciatori; 2) La caccia non è una necessità per nessuno; 3) La caccia causa numerose vittime anche tra gli esseri umani e mette in circolazione armi da fuoco; 4) La caccia è protetta dall'articolo 842 del codice civile, che consente a persone armate di entrare senza autorizzazione anche nei fondi privati; 5) La caccia è sbagliata per il 70% degli italiani; Le ragioni sarebbero molte altre, ma la Lav Grosseto oggi vuole sottolineare queste. Vuole farlo quando già la stagione venatoria sta per finire e oltre agli innumerevoli animali innocenti abbattuti, anche una persona quest'anno ha perso la vita in un incidente a Capalbio». «Le vittime sono davvero troppe: animali e umani. Cento milioni di animali e 100 esseri umani ogni anno in Italia (Associazione Vittime della Caccia), senza considerare il rischio potenziale che si corre nel diffondere armi da fuoco che potrebbero cadere nelle mani di chiunque. Chi ha un terreno privato in zona di caccia non può impedire l'ingresso ai cacciatori armati, a meno di non recintarlo interamente con ingenti spese. I recenti sondaggi sulla caccia (Ipsos febbraio 2010) parlano chiaro: gli italiani sono per la grande maggioranza contrari alla caccia, mentre i cacciatori nel nostro Paese sono meno del 2% della popolazione. Una minoranza che fa invece la parte della padrona su campagne e boschi. La Lav ritiene la caccia una pratica barbara e incivile, oltre che un pericolo per tutti. Vi invitiamo a riflettere».
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