Gioco
«Tutto il sistema è sbagliato»
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STRILLAIE. Una veduta dell impianto Il comitato "porta a porta" di nuovo all'attacco «Basta incenerire, l'unica risposta è la differenziata»
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GROSSETO. Il comitato "Porta a porta" torna all'attacco dell'assessore Siveri e della Provincia per il piano dei rifiuti. «Non pensavamo - scrivono Giuliana Gentili e Alberto Frattini - di dover subire ancora una volta l'offesa alla realtà e al buon senso rappresentata dalla affermazione, ripetuta dall'assessore Siveri, che con la produzione di Cdr (Combustibile da Rifiuti) e, quindi, con l'incenerimento, si abbia la chiusura del ciclo di rifiuti in provincia: il trenta per cento dei rifiuti combusti, infatti, diventa rifiuto pericoloso da smaltire in discariche speciali; il resto, trasformato in polveri sottili ammorba l'aria e avvelena le popolazioni circostanti o viene scaricata nel canale Solmine e quindi in mare». «La chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti è solo quella che restituisce vita ai prodotti già usati e ne riduce la quantità complessiva, fornendo più occupazione stabile e riducendo le tariffe. Invece, con la filiera dell'incenerimento prima dovremo spendere per la produzione di Cdr, poi per il suo incenerimento, infine per portare le ceneri in discarica e per curare malattie generate dall'aumento di inquinanti. Ricordiamo che la Provincia di Grosseto è bloccata nella Raccolta differenziata al 24,35%, con Comuni al 10% (l'unica eccezione è Magliano) e ha sospeso il lavoro dell'osservatorio Provinciale dei Rifiuti. Non rinnova il suo piano da 10 anni, ha una produzione pro capite di rifiuti ancora troppo elevata, nonostante il calo dovuto alla crisi degli ultimi anni, difficilmente potrà condizionare il nuovo piano interprovinciale. Fino a quando non si imboccherà un'autentica strada virtuosa di prevenzione, recupero e massimizzazione del riciclaggio non potremo raggiungere gli obiettivi previsti dalle leggi europee, nazionali, regionali». Per i due è il settore del riciclo il settore privilegiato da individuare insieme alla raccolta differenziata domiciliare, anche per la nascita di nuove attività imprenditoriali. «Non si può chiudere - aggiungono - il cerchio di una gestione sostenibile senza preoccuparsi che i rifiuti prodotti dopo la lavorazione ridiventino prodotti. Dati oggettivi sul ciclo dei rifiuti confermano che le opzioni e i vincoli impiantistici finiscono invece per favorire gli interessi di grandi gruppi privati, sradicati dal territorio e dai bisogni dei cittadini. Lo spreco di risorse è enorme e i costi potranno vedere ulteriori aggravi. Così i rifiuti diventano un business per ostacolare la politica del riciclaggio, come è avvenuto nella nostra Provincia. Anche a non volere pensare male in questo inizio d'anno, non riusciamo veramente a comprendere l'insensatezza del piano generale, che si fonda su scelte gravemente errate nel passato e in certa politica che non considera gli interessi generali dei cittadini. Basterebbe a tale proposito ripercorrere procedimenti e iter e soggetti societari di siffatti impianti. Il Comitato, impegnato nella sua campagna provinciale per conoscere lo stato dei cicli nell'intera provincia e per diffondere la raccolta domiciliare porta a porta, farà nelle prossime settimane le sue proposte».
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