Il Tirreno

Grosseto

«Sul porto indaghi la Procura»

El. Gi.
<b>CRITICO</b>. Attilio Brothel ex sindaco gigliese
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CRITICO. Attilio Brothel ex sindaco gigliese

Bufera traghetti: la minoranza gigliese contro il Comune dell'Argentario

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 PORTO S. STEFANO. Bufera traghetti. «Il porto è stato modificato, ma la trasformazione è regolare? Il sindaco Ortelli vada in Procura e chieda verifiche se il collega dell'Argentario ha agito correttamente».  È sempre più bufera - all'isola del Giglio - sull'area portuale di Porto santo Stefano su cui la minoranza gigliese riporta l'attenzione, invocando accertamenti della magistratura sull'operato amministrativo del promontorio. L'area santotefanese da cui si imbarcano traghetti - secondo l'opposizione isolana - per com'è stata modificata dal sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli starebbe creando non pochi disagi e danneggiando il turismo verso l'isola.  I problemi sarebbero più d'uno. Lo spostamento delle biglietterie in primis (collocate lontano dall'imbarco e meno raggiungibili), ma anche la mancanza di una sala d'aspetto, toilettes e illuminazione notturna.  Ma non solo. Secondo Attilio Brothel, ex sindaco e capogruppo della minoranza gigliese, «l'area portuale di Porto santo Stefano è stata trasformata dal sindaco Cerulli e ristretta perimetralmente per creare parcheggi all'esterno. Il che, se da una parte crea posti auto in più, dall'altro può creare difficoltà sul fronte degli spazi di manovra delle barche, con possibili ripercussioni sul fronte della sicurezza. Mi chiedo se questa modifica sia regolare e a norma di legge, e soprattutto conforme all'attuale piano regolatore portuale risalente al 1960. Ci rivolgiamo dunque al sindaco Sergio Ortelli, affinché si rivolga in Procura e la magistratura indaghi proprio sul fronte della sicurezza, sulle trasformazioni di quest'area».  Su questo fronte anche Rosella Cossu, consigliere comunale di minoranza, interroga Ortelli descrivendo «la situazione di grave difficoltà in cui versano i passeggeri in transito per le isole del Giglio e Giannutri», tra «eliminazione dei parcheggi auto liberi nei mesi invernali, spostamento delle biglietterie dagli imbarchi all'esterno dell'area portuale, diminuzione degli spazi sul piazzale Candi che riduce le la sicurezza di manovra dei mezzi destinati all'imbarco e allo sbarco dei traghetti; assenza di un riparo, anche minimo, nel piazzale». Vista la «non efficacia di tutti gli appelli lanciati al Comune di Monte Argentario e visto che alla nostra posizione è giunto, alla fine, anche il sindaco Ortelli» - dice la Cossu - visto infine che le scelte del Comune di Monte Argentario «peggiorano nettamente la vivibilità locale, la mobilità delle persone, dei veicoli e dei flussi economici, specie quelli turistici», la minoranza chiede di sapere «se vuol effettuare segnalazione alla Procura della Repubblica, e quali siano i tempi con cui il Comune dell'Isola del Giglio vuol muoversi per porre rimedio alla situazione e accertare eventuali responsabilità; se non sia il caso di accertare (o far accertare) se le modifiche - cioè la riduzione dell'area portuale e realizzazione "giardino" all'interno dell'area portuale" - siano state disposte in conformità del "Piano di sicurezza del porto", ai sensi del Decreto Legislativo 6 novembre 2007 203, e ai sensi della normativa urbanistica vigente (piano strutturale e piano regolatore del porto vigente)».

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