Il Tirreno

Grosseto

Morbosa gelosia da stalker

<b>PARTE CIVILE</b> La ragazza &egrave; stata risarcita con ottomila euro
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PARTE CIVILE La ragazza è stata risarcita con ottomila euro

Condannato per aver perseguitato la ex

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 GROSSETO. Lui era «evidentemente animato da un sentimento patologico di gelosia», al punto da compiere «ripetuti gesti di molestia sia fisica che verbale nonché di frasi diffamatorie». E lei - che pure oggi appare sorridente nelle foto sul web - in quei mesi soffriva di «uno stato di ansia grave, tanto da essere costretta a cambiare le proprie abitudini di vita, come non frequentare certi locali notturni o la decisione di non parcheggiare più l'auto in prossimità dell'università per paura di incontrare l'ex fidanzato».  Circostanze tutte provate direttamente ed alcune rafforzate da determinati riscontri oggettivi che hanno portato il giudice Sergio Compagnucci ha emettere una condanna a 8 mesi per stalking nei confronti di un grossetano oggi 35enne, all'epoca (2010) arrestato perché autore di un gesto di violenza verbale e fisica nei confronti della ragazza (oggi 25enne), con la quale il rapporto sentimentale era durato un paio di anni, tra alti e bassi, con violenze non sempre denunciate. Quel giorno, l'uomo aveva anche esposto alcune foto della ragazza nei pressi dell'attività imprenditoriale del padre di lei.  Video intimo. Non solo. Secondo le motivazioni adesso depositate, l'uomo avrebbe anche informato la ragazza «che avrebbe reso pubblico un video che era stato da lui girato durante il rapporto sentimentale, in cui erano stati ripresi momenti della loro intimità sessuale». Quando aveva accettato di incontrarlo di nuovo, lei «riusciva a farsi consegnare una cassetta, salvo scoprire in un momento successivo che non conteneva il video di suo interesse». Video poi acquisito agli atti del processo: «circostanza che rende del tutto verosimile - secondo il giudice - l'odiosa minaccia dell'imputato di divulgarlo qualora la ragazza non fosse tornata con lui».  Posta elettronica violata. La «morbosa gelosia» avrebbe portato l'uomo anche «a entrare senza autorizzazione nel profilo facebook dell'ex fidanzata». Lui l'aveva avvertita tramite telefonate e sms di aver "craccato" la sua password del sociale network e di «aver violato la sua casella di posta elettronica e di aver letto tutti i messaggi ivi contenuti». Frasi offensive comparivano sulla bacheca di facebook.  Minacce via telefono. Dal marzo 201, l'uomo aveva raggiunto la ragazza, studentessa, vicino all'università per convincerla a rimettersi con lui. Lei si era rifiutata e da quel giorno sarebbe iniziata una nuova persecuzione. La ragazza «non riusciva più ad andare in giro da sola» e una sera, a casa di un'amica, lei aveva «ricevuto ben 80 chiamate a cui non rispondeva. L'uomo allora si portava con l'auto sotto quella casa, sgommando con l'evidente fine di attirare l'attenzione di lei». E l'aveva inviato un messaggio in cui minacciava di attaccarsi al campanello di casa e suonarlo nonostante fossero le 2 di notte.  Divieto di avvicinamento. Ammonito dal questore nel 2009, arrestato il 7 maggio 2010 per l'aggressione vicino all'università (che aveva causato un attacco di panico alla ragazza), era stato messo poco dopo ai domiciliari ed era quindi tornato libero ma con il divieto di avvicinarsi a lei. Eppure il giudice conta da quella data 4 episodi di violazione, tanto che erano stati ripristinati i domiciliari.  Il precedente. L'imputato aveva patteggiato un caso simile, di cui era rimasta vittima una precedente fidanzata (dal 2003).  Il risarcimento. Lo stato d'ansia grave ingenerato nella ragazza e il condizionamento della sua vita rendono legittima la richiesta risarcitoria: 8.000 euro alla ragazza e 500 euro all'associazione Mai Più Lucrezia onlus, anch'essa costituitasi parte civile. Il giudice ha subordinato la sospensione della pena al risarcimento entro due mesi dal passato in giudicato della condanna. P.S.

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