Il Tirreno

Grosseto

Il Maresì è pronto ad assumere

Paola Villani
Il Maresì è pronto ad assumere

Trentacinque posti di lavoro per far ripartire la struttura ricettiva

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«Pronti ad assumere 35 persone se il Comune avrà la compiacenza di discutere con noi in maniera costruttiva». La cooperativa proprietaria del Mare Sì esce allo scoperto, dichiarandosi «vittima di un attacco senza precedenti da parte del Comune» che ha comportato la chiusura del villaggio e il licenziamento del personale. Come per il Veliero la questione, risolti i presunti illeciti cartolari, pare ruoti intorno alla gestione diretta della struttura turistica: entrambi le cooperative vorrebbero avere in mano la direzione dei villaggi mentre (così come dichiarato da quest'ultimi, l'amministrazione su questo aspetto non ha mai risposto) il Comune richiederebbe che fosse affidata a terzi.

«La Mare Sì - dicono i soci - è pronta ad assumere decine di persone e a dare una mano alle famiglie del territorio che dopo l'inizio del procedimento per ipotetica lottizzazione abusiva cartolare, e la chiusura del villaggio si sono ritrovate sul lastrico, o comunque con grossi problemi economici. Mare Sì riassume a patto, però, che il Comune e il sindaco Eleonora Baldi abbiano la compiacenza di sedersi a un tavolo e discutere con noi in maniera costruttiva. Finora, purtroppo, nessuna vera apertura né tantomeno disponibilità a trovare una soluzione che tenga conto dei reciproci diritti è stata dimostrata dall'amministrazione. Il sindaco Baldi ormai da troppo è impegnata solo a portare avanti un'aspra battaglia legale contro la cooperativa.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l'assoluzione lo scorso dicembre da parte del tribunale del presidente della cooperativa Ottavio Verdi e del suo predecessore Maurizio Silvano, ingiustamente accusati di avere gestito il villaggio come fosse un condominio, favorendo i soci anziché aprendolo alla clientela esterna; e una sfilza di inutili spese legali pagate dai cittadini». «Per assicurare una gestione imprenditoriale nel 2010 - racconta Ottavio Verdi, presidente della cooperativa - avevamo assunto una professionista specializzata nella direzione di villaggi turistici, se si fosse trattato di un condominio bastava un portiere. Abbiamo acquistato computer e software (8.600 euro); in soli tre mesi abbiamo noleggiato biancheria, con servizio di lavaggio incluso (27.500 euro); organizzato un servizio di pulizia (45.500 euro); un servizio di animazione (36.500 euro).

In autunno avevamo avviato i lavori di manutenzione grazie ad un finanziamento del Monte dei Paschi. Tutto è crollato l'11 marzo del 2011 quando il Comune ha avviato un procedimento amministrativo preordinato all'emissione di un ordine di sospensione della presunta lottizzazione abusiva cartolare nel villaggio. Il giudice ha fatto cadere l'accusa dichiarando che il fatto non costituisce reato, ma pare che il Comune non voglia sentire ragioni ed abbia deciso di proseguire nel suo contrasto contro i villaggi. Il comportamento del Comune, però, ha comportato il blocco dei finanziamenti concessi per lavori di manutenzione straordinaria. Abbiamo dovuto disdire le prenotazioni e perso tutti i benefici dell'avviamento. Continueremo a lottare, anche in sede di giudizio amministrativo, per dimostrare che la cooperativa ha sempre rispettato la legge. Non esistono norme che vietano la gestione diretta da parte di società cooperative e non esistono leggi che obbligano ad affidare la gestione a terzi».

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