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Grosseto

 GROSSETO. Aroussi Zaraouti ha problemi di salute ma non tali da ostacolarne la permanenza ...

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 GROSSETO. Aroussi Zaraouti ha problemi di salute ma non tali da ostacolarne la permanenza in carcere. Lo ha scritto il dottor Stefano D'Errico, medico legale incaricato dal gip Montesarchio di valutare le condizioni del tunisino di 25 anni finito in carcere nell'ambito dell'operazione antidroga "Carthago" della squadra mobile. Ma lo specialista ha raccomandato «un adeguato trattamento e monitoraggio clinico-ambulatoriale», con uno «scrupoloso programma terapeutico». Adesso la decisione spetta al giudice, che attende l'esito di un'analoga perizia fatta svolgere per Boulbaba Dekhil, altro arrestato nell'operazione, sempre su richiesta del difensore Tania Amarugi. Dekhil è detenuto a Sollicciano, Zaraouti a Siena.  L'avvocato non commenta l'esito dell'accertamento per Zaraouti. Questi soffre di problemi respiratori, che si sono acuti con la detenzione in carcere (dal 19 ottobre). Il rischio suicidio è passato da alto a medio nel giro di un mese, secondo la relazione della dottoressa Cristina Vuolo che aveva ricevuto l'incarico dal difensore e che aveva invece evidenziato la necessità di un'alternativa al carcere. Il dottor D'Errico nota che il giovane risponde bene alla terapia anti-asma e ha un «buon compenso psichico». Dovrebbe smettere di fumare quelle sette-otto sigarette al giorno e dovrebbe anche essere garantita la pulizia quotidiana della cella e degli ambienti comuni «al fine di evitare l'accumulo di polvere». Insomma «malattia non particolarmente grave» che può essere curata in carcere garantendo una scorta di farmaci. Ma «evitando l'isolamento e garantendo periodici incontri con i familiari» e «con controlli specialistici ambulatoriali psichiatrici con cadenza settimanale» e incontri con lo psicologo. (p.s.)

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