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Grosseto

«Contrari a nuovi bagnetti a Marina»

<b>MARINA DI GROSSETO.</b> Alcuni bagnetti sull&#146;arenile
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MARINA DI GROSSETO. Alcuni bagnetti sull’arenile

Legambiente sul bando del Comune: serve arenile libero

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 GROSSETO.Legambiente ribadisce la sua posizione di contrarietà rispetto alla realizzazione di nuovi stabilimenti balneari nell'arenile di Marina di Grosseto. «Siamo fortemente contrari a nuovi stabilimenti balneari - spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - innanzitutto perché occorre preservare la linea di costa dal punto di vista ambientale e naturalistico. L'ecosistema costiero infatti costituisce un'area di grande valore, delicata e sensibile, sulla quale la pressione antropica e di strutture è già molto elevata. Bisogna inoltre mantenere le spiagge libere preservandole e valorizzandole per garantire un'accessibilità e una fruizione anche al di fuori degli stabilimenti balneari a cittadini e turisti. Siamo quindi convinti che l'esito negativo del bando (per il quale tutti i partecipanti, tranne uno, non hanno ottenuto il punteggio idoneo) del Comune di Grosseto per l'assegnazione di nuove concessioni in aree demaniali per stabilimenti balneari, al di là dei possibili ricorsi presentati, sia un ottimo punto di partenza per una strategia di maggiore tutela del litorale e di mantenimento delle spiagge con fruizione libera e non attrezzata, con una scelta definitiva che non preveda la realizzazione di nuovi stabilimenti balneari».  Nuovi stabilimenti a Marina di Grosseto non solo non servono perché ce ne sono già molti, ma sarebbero dannosi sia dal punto di vista ambientale che per l'economia, restringendo le aree di spiaggia libera e creando ulteriore competizione con gli stabilimenti esistenti. Occorre invece attuare una strategia significativa e capillare di tutela della fascia costiera e dell'area dunale in troppo spesso aggredita e degradata. Marina di Grosseto nel corso degli anni è stata martoriata e aggredita da uno sviluppo distorto ed esagerato che ha premiato un'urbanistica basata sul cemento, sulle seconde e terze case oltre alla realizzazione con il comparto c1 di palazzi sempre più alti che hanno fatto perdere oltre alla visuale del mare la fisionomia di ridente e armonica cittadina costiera grossetana. «Occorre arrestare questo processo che è già andato troppo avanti per decenni pensando a uno sviluppo diverso - continua Gentili - che guardi a un turismo più diluito nel tempo e nello spazio, a una rinnovata politica culturale per la frazione e una maggiore e migliore salvaguardia delle risorse naturalistico ambientali. Tutto questo insieme a una difesa e valorizzazione della pineta litoranea: un vero e proprio polmone verde che in molti ci invidiano. Anche la mobilità ad esempio andrebbe modificata nel periodo estivo valorizzando le piste ciclabili e il trasporto pubblico. A tal proposito sarebbe importante garantire bus navetta (elettrici alimentati con pensiline fotovoltaiche) per i non residenti dalle quattro strade, con parcheggi scambiatori al fine di decongestionare il traffico veicolare che nel periodo estivo raggiunge limiti significativi. Occorre insomma perseguire nuovi obiettivi di forte tutela ambientale, di utilizzo d'innovazione tecnologica in chiave eco energetica, di impostazione di una nuova politica turistica che sappia essere sostenibile, competitiva e lungimirante. In tutto questo non c'è assolutamente spazio per nuovi stabilimenti balneari lungo l'arenile».

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