Il dolore
LA CGIL ATTACCA
«Troppe postazioni scoperte così il 118 è in emergenza»
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118. Personale al lavoro nella centrale a Grosseto 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La funzione pubblica della Cgil è preoccupata che il deficit di personale di cui soffre il servizio territoriale di emergenza (il 118) mandi in tilt il sistema, che oggi continua a funzionare solo per la buona volontà degli operatori. «Oramai - spiega Patrizia Giuliani, responsabile della sanità funzione pubblica - al 118 siamo arrivati all'emergenza dell'emergenza. Il blocco delle assunzioni e la parallela sospensione da parte dell'azienda dei pagamenti di reperibilità, orari aggiuntivi e straordinari, infatti, ha avuto nell'ultimo mese come conseguenza la mancata copertura in media del 30% delle postazioni del 118 (6 su 18). Se fino ad oggi non è successo niente di grave, questo in piccola parte è dovuto alla buona sorte, e in gran parte alla abnegazione e professionalità del personale dell'emergenza e al fatto che l'eliambulanza pegaso è in grado d'intervenire in tempi rapidi coprendo eventuali buchi nella rete delle postazioni del 118. È chiaro - però - che non si può più contare sulla disponibilità di lavoratori ai quali, oltre al blocco del contratto nazionale, non vengono pagate reperibilità e straordinari, né vengono riconosciuti orari aggiuntivi per coprire le carenze di personale, e che si trovano costretti a dover scegliere di volta in volta le modalità d'intervento rispetto alle richieste che arrivano dal territorio. Allo stesso modo, non si può pensare di utilizzare l'elicottero, ogni volo del quale costa molto, per raggiungere zone non coperte dal personale che manca nelle postazioni del 118. Per non parlare del fatto che, nonostante l'accuratezza dei protocolli d'intervento gestiti dalla centrale del 118, potrebbe succedere che l'eliambulanza si trovi impegnata in una situazione che potrebbe essere gestita tranquillamente da un'ambulanza o un'auto medica, a fronte di una concomitante emergenza reale in un'altra zona». «A fronte di questa situazione - conclude Giuliani - la Cgil chiede all'Asl di intervenire e risolvere i problemi prima che esplodano, e che a pagarne le conseguenze siano cittadini e operatori sanitari, che sono esposti a rischi di rivalsa giudiziaria».
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