Sicurezza
Cna allattacco sul sistema di tracciabilità dei rifiuti dopo lennesimo rinvio
«Sistri, chiederemo i danni»
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CNA. Renzo Alessandri Alessandri: buona l'idea, ma così è soltanto un costo
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GROSSETO. Tempi sbagliati, errori nelle procedure, sempre troppo lunghe: il sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è un disastro che mette in difficoltà le aziende. Tanto che la Cna si mette a disposizione dei propri associati nel caso vogliano fare causa e chiedere i danni. «Insieme all'impegno per l'attività di informazione e formazione rivolta alle aziende per l'introduzione del sistema - spiega il direttore della Cna, Renzo Alessandri - non abbiamo lesinato le critiche alle modalità e soprattutto ai tempi destinati alla sua applicazione. Non mettiamo in dubbio l'utilità di un progetto di cui si condividevano finalità e scopi - dal monitoraggio di un'attività nell'occhio delle "ecomafie", alla tracciabilità dei percorsi di ogni singolo mezzo adibito al trasporto dei rifiuti, al percorso verso lo smaltimento controllato per via telematica - ma casomai le incongruità legate ai tempi di applicazione previsti. I risultati, purtroppo, ci hanno dato completa ragione». Per la Cna l'attesa semplificazione ha lasciato il posto a procedure laboriose e complesse, da assolvere in tempi ristretti ed a fronte di costi elevati che hanno pesato soprattutto sulle imprese più piccole. «La conferma - aggiunge Alessandri - rappresentata dai continui rinvii, dal disastro che ha caratterizzato i vari Sistri Day e dal pessimo funzionamento - problema tutt'ora presente - delle procedure telematiche. A fronte dell'ennesimo rinvio - il decreto mille proroghe ha rimandato tutto al prossimo aprile - non è più trascurabile il problema dei costi sostenuti nel frattempo dalle imprese; quelle stesse imprese che in ogni caso, e indipendentemente dalle sette proroghe che si sono fino ad oggi succedute, hanno dovute rispettare - e guai a loro se non lo avessero fatto - le originarie scadenze imposte dalla legge. E non siamo in presenza di costi da poco (si va dalle migliaia alle decine di miglia di euro): le imprese di trasporto, a esempio, hanno dovuto installare su ogni automezzo - da tempo e fino ad oggi inutilmente - le centraline di rilevazione (le cosiddette "black box") - con tanto di contributi di attivazione, giorni di fermo dei mezzi in officina e tanto altro ancora, senza aver potuto avviare neppure la fase di sperimentazione - con conseguente aumento del costo dei trasporti e con una ulteriore e pesante penalizzazione subita dalle imprese italiane rispetto ai competitor europei». Siamo partiti come al solito con il piede sbagliato. Per questo la Cna ha deciso di sostenere le imprese che vorranno dar corso, a fronte della mancata entrata in vigore del Sistri, a vere azioni risarcitorie. «Oltre ad assistere le aziende nella raccolta e nella selezione dei documenti da utilizzare a supporto all'azione legale, abbiamo anche individuato uno studio legale su cui canalizzare l'insieme del contenzioso. In questo modo, pur trattandosi di azioni legali individuali, queste potranno essere gestite "in forma collettiva" unificando la richiesta di danni prodotta da un elevatissimo numero di imprese». Gli interessati, quindi, sono invitati a contattare l'associazione documentando tutti i costi sostenuti: dai contributi di attivazione versati, al costo di acquisto delle Sim aziendali e al relativo traffico telefonico, dalle spese per l'installazione delle centraline "black box" ai giorni di fermo dei mezzi presso le officine autorizzate all'installazione e ad ogni ulteriore spesa - il tutto, ovviamente, accompagnato dalle relative "pezze di appoggio".
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