Il Tirreno

Grosseto

Pronto il piano regionale della sanità 2012-15: previsti altri tagli, soprattutto sull’Amiata

Pronto soccorso a rischio

Fiora Bonelli
<b>CASTEL DEL PIANO.</b> L&#146;ospedale del paese amiatino
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CASTEL DEL PIANO. L’ospedale del paese amiatino

Tiberio Tiberi: «Castel Del Piano non si tocca»

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 GROSSETO. Cosa si profila per la sanità della montagna amiatina? Sono in tanti a nutrire fortie preoccupazioni dopo che la giunta regionale ha varato la bozza del Piss 2012-2015. Quattrocento pagine complesse da cui emerge il bisogno di razionalizzare ancora. E quando si aprla di razionalizzazione, per le periferie suona a morto. Così il Pd Amiata ha organizzato per il 20 gennaio, a Castel del Piano, un'iniziativa pubblica con Lucia Matergi (commissione sanità) e Marco Ruggeri, responsabile del Pd per la sanità.  All'iniziativa sarà presente anche l'assessore regionale Annarita Bramerini. Il tema dell'incontro "Declaratoria regionale e politiche di salvaguardia del territorio montano".  Il titolo della manifestazione dei democratici, dunque, suggerisce la necessità di salvaguardare la sanità amiatina, perché, secondo alcune interpretazioni, il Piss sembra decretare per l'ospedale di Casteldelpiano la fine del pronto soccorso. La cui presenza e valorizzazione sembrava uno dei pochi punti certi, ottenuti, per così dire, a fronte di perdite contro le quali nulla è stato possibile fare.  «La questione pronto soccorso - afferma Tiberi - si solleva in relazione alla suddivisione in tipologie di ospedali che il Piss classifica. Premesso, infatti, che secondo il Piss si deve ragionare in termini di area vasta e di "rete" delle strutture ospedaliere, mi pare che l'ospedale di Castel del Piano rientri nella categoria A, in cui è prevista la scomparsa del Pronto soccorso, riservato solo agli ospedali maggiori. Per la tipologia di ospedali A non un pronto soccorso ma un Pet, cioè un punto per l'emergenza territoriale, da dove mandare il paziente a destinazione. Però il Piss ribadisce l'importanza di considerare, nel disegno della rete, la distribuzione geografica dei servizi offerti, che deve essere tale da garantire a tutti i cittadini l'accesso alle strutture entro tempi di percorrenza definiti».  La distribuzione geografica è infatti uno dei criteri per la valutazione dell'equità nell'accesso ai servizi, prescindendo dai meri confini provinciali.  «Per la copertura della rete di emergenza - chiude Tiberi - la proporzione di popolazione residente per la quale si verifichi la condizione di avere un Pronto Soccorso di 1º o 2º livello ogni 300.000 abitanti prevede un tempo di percorrenza massimo di 45 minuti. In questo senso ci sentiremmo abbastanza salvaguardati, ma per capirne di più abbiamo bisogno di delucidazioni».  A Tiberi preme anche, però, sottolineare che «il pronto soccorso di Castel del Piano a servizio del versante grossetano della montagna, per il quale sono stati spesi di fresco 4 milioni e 200.000 euro, che è una efficiente garanzia per le emergenze, che svolge un ruolo determinante anche in periodo di sovraffollamento dovuto a alte presenze di turisti (compreso il week end) deve essere mantenuto». E il coordinatore Pd lancia anche un altro input, quello verso la strategia delle specializzazioni: «Il Piss lo prevede. In regime di ospedali in rete, anche il nostro potrebbe essere valorizzato con specializzazioni funzionanti. Lo speriamo. Ma intanto aspettiamo chiarimenti sulla questione emergenza-urgenza e pronto soccorso».

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