Il Tirreno

Grosseto

Anche i Comuni maremmani si attrezzano. Castelli, spiagge, teatri e persino i fondali marini: pagando si può

Macché altare, meglio le nozze sott'acqua

Elisabetta Giorgi
Macché altare, meglio le nozze sott'acqua

Sposarsi in location "alternative", una moda che vuole diventare business

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 GROSSETO. Il sindaco che in tuta subacquea porge sorridente i documenti di nozze alla coppia. Gli sposini che incrociano le pinne e dicono sì, scambiandosi gli erogatori in segno d'amore di fronte a testimoni col boccaglio. In tempi di magra e per battere la crisi, in Maremma spunta un mercato di nicchia che potrebbe far recuperare presto ai Comuni una boccata d'ossigeno. Ed è quello dei matrimoni "alternativi", celebrati con rito civile fuori alla consueta location del consiglio comunale.  L'Argentario lancia l'idea di matrimoni sott'acqua. Ma intanto fortezze, cantine e teatri sono pronti a incorniciare nozze in versione eco-chic, romantico-storica o eno-gastronomica a seconda che siano ospitati in riva al mare, nel cuore di fortezze medievali o in odorose barrique.  Succede a Scarlino, Arcidosso o Magliano, dove i primi cittadini si augurano di far cassa grazie a un inedito marketing matrimoniale ambientato in teatri, cantine e castelli. A battere la strada per primo è stato il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri, che ha inaugurato il fortunato filone dello "sposiamoci strano" nella spiaggia di Cala Violina. Qui a maggio si sposerà la prima coppia in riva al mare (prezzo da definire, intorno a qualche centinaio d'euro) e da allora "dire sì" - in Maremma - ha iniziato a suonare più creativo.  Il sindaco Arturo Cerulli lancia l'idea sottomarina. È già successo ad Otranto e a san Felice del Circeo di fronte a una statua del Cristo, che alcune coppie abbiano detto sì a 20-30 metri di profondità. Il matrimonio è stato celebrato dal sindaco in fascia tricolore impermeabile. Su questa scia anche la Costa d'Argento si dice favorevole a atti matrimoniali plastificati, scambio di anelli e umidi baci per suggellare un matrimonio in perfetto water-style, ripreso da videocamere impermeabili. Per il resto, Forte Stella e la Fortezza spagnola, sul promontorio, già ospitano nozze civili alternative: la tariffa (al massimo 500 euro) varia a seconda di giorni feriali e festivi, e dei residenti e non residenti.  Ma se gli amanti del silenzio avranno assicurato - sott'acqua - un rito perfettamente ovattato, sul fronte opposto ci sono i matrimoni con acustica a prova di bomba. Avviene a Scansano, dove il sindaco Sabrina Cavezzini prosegue la felice intuizione dei predecessori per celebrare nozze civili - oltreché nella sala consiliare (gratuita) - nel teatro Castagnoli. Qui il costo è di 500 euro ma la spettacolarità è garantita. I coniugi convolano sul palco di fronte a logge, archi e balconate, con la possibilità di fare del loro giorno più importante una rappresentazione teatrale in stile ottocentesco. Ha detto "sì" sul palcoscenico anche l'ex sindaco di Scansano, Marzio Flavio Morini, sposato dal predecessore Giovanbattista Biserni. E più di recente una coppia di grossetani - racconta la Cavezzini - ha avuto la stessa idea. «Tutto molto suggestivo: due fidanzati hanno proiettato le foto della loro storia d'amore». L'allestimento della cerimonia ha visto la partecipazione creativa degli sposi che hanno messo in scena il loro giorno più importante, attori di una rappresentazione teatrale dove per una volta il protagonista non recita un copione ma la sua vita reale. Ottimo impianto audio-luci, musicisti sul palco e per gli invitati nessuna difficoltà a seguire la cerimonia: la visuale è assicurata. «In più la cerimonia è sempre breve: dura anche 10-20 minuti», il che non guasta. Cerimonie civili celebrate in teatro non sono tantissime - nell'ordine di 4-5 all'anno (2mila-2500 euro) - ma le richieste sono tante. «Le persone ci chiedono il teatro perché è suggestivo e diverso dalla classica sala del consiglio comunale. Ora la speranza è che aumentino sempre di più: farci cassa non sarebbe male». Da migliorare forse il veicolo pubblicitario: il sito del Comune di Scansano non ne fa menzione e per ora si affida alle agenzie di viaggio.  Ma c'è un'altra tendenza in voga, ed è quella delle "enonozze". Sulla scia di un fenomeno americano, si diffondono sempre più, in Italia, ricevimenti nuziali in nome del vino. Bomboniere enologiche, nozze annaffiate da Merlot e frizzantini celebrate dal parroco. Ma ci sono anche casi in cui il matrimonio vinicolo è suggellato dal sindaco (in questo caso la location dev'essere comunale). Succede a Magliano, com'è riportato nel sito nella sezione "Sposarsi a Magliano. I luoghi in cui celebrare il matrimonio". Oltre alla classica sala consiliare, l'ente pubblico apre le porte ai coniugi in alcuni monumenti come il Torrione. Ma propone anche il "centro enoturistico": struttura di proprietà comunale dove i fidanzati possono dire sì tra Barolo, Bordeaux o il più tipico Morellino. «Restaurato una decina di anni fa, il centro - dice il sindaco Giampiero Tofanelli - è destinato a essere un centro degustazione e informazione, ma data la gradevolezza del locale lo destiniamo anche ad altre iniziative, quali appunto i matrimoni». La pratica - anche in questo caso - non è di recente ideazione. Tuttavia appartiene all'attuale sindaco la volontà di potenziarla per far cassa. Le richieste? «Ne abbiamo sempre di più. Molti sono vip e persone che vengono da fuori. Per noi sta diventando un veicolo di promozione»: una forma particolare di wedding marketing enologico che potrebbe far da traino al turismo e alla scoperta del territorio. «Il Comune di Magliano conta un centinaio di produttori - conclude il sindaco - E non escludo di estendere il discorso a loro per celebrare i matrimoni civili in cantina. Il progetto è da studiare, e serve che si arrivi presto a una regolamentazione: il fenomeno potrebbe diventare anche un business».

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