Sicurezza
Il sindaco di Scarlino interviene su orari e aperture
Bizzarri sta con Rossi «Liberalizzare non aiuta»
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SCARLINO. Il sindaco di Scarlino non è certo un fan di Mario Monti. Sin dai primi giorni del suo insediamento, Maurizio Bizzarri non ha risparmiato critiche nei confronti del governo tecnico, spesso affidate al suo profilo di facebook. E anche l'argomento degli ultimi giorni, la cosiddetta apertura dei negozi a "orari liberi", non è sfuggita allo scetticismo dello scarlinese. Che non nasconde la sua posizione: «sto con il presidente Enrico Rossi che farà ricorso alla consulta». Non solo per convinzione, perché secondo Bizzarri «la crisi non si diminuisce con la libertà di apertura a tutte le ore», ma soprattutto per esperienza. «Nei miei primi trent'anni di vita ho avuto i genitori commercianti (di un negozio alimentari) e conosco i sacrifici delle gestioni familiari e dei piccoli. - scrive sul social network - E comunque credo che non giovi neppure alla grande distribuzione». Insomma, una mossa che metterà in crisi, secondo lui, le piccole attività commerciali, probabilmente senza risparmiare neanche i big. Bizzarri quindi è in linea con quanto ha detto il suo collega di Castiglione, Giancarlo Farnetani, che ha ribadito in questi giorni il suo appoggio a Rossi. «E' solo l'ennesima trovata per buttare un po' di fumo negli occhi: cialtronerie» conclude amaro lo scarlinese. (a.f.) Fa un po' sorridere questo dibattito (postumo) dei sindaci maremmani sugli orari del commercio. Fra l'altro quasi tutti sono sindaci di un partito, il Pd, che con Bersani ha iniziato il processo di liberalizzazione, allora appluditissimo dai suoi, e che solo un mese fa, in parlamento, ha votato il decreto-legge. Fa sorridere perché i dibattiti, e le eventuali concertazioni, si fanno da sempre PRIMA che le leggi siano approvate, non dopo, discutendo se applicarle o meno, quasi che fosse facoltativo. Adesso, quale che sia la rispettabile opinione di ognuno sulla materia, e in attesa del pronunciamento della Consulta sul ricorso della Regione (che intanto diffonde curiose circolari, come se la Corte avesse già sentenziato a suo favore), c'è una legge in vigore. Quindi le ordinanze, che ci siano o no, non cambiano le cose. Eventuali sanzioni, obblighi di chiusura e restrizioni varie sono solo occasioni di ricorsi. E di richieste di danni. Buon dibattito, comunque. (g.f.)
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