Il Tirreno

Grosseto

Il presidente dell’Unione dei comuni, Franco Ulivieri, illustra il programma di rilancio dell’Amiata

«Viabilità, perno dello sviluppo»

 Fiora Bonelli
<b>CIPRESSINO.</b> La strada provinciale all&#146;altezza della Zancona
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CIPRESSINO. La strada provinciale all’altezza della Zancona

Non solo agricoltura e forestazione, ma anche cultura e turismo

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 CASTEL DEL PIANO. La recente seduta dell'assemblea consiliare dell'Unione dei comuni dell'Amiata grossetana, culminata con l'approvazione unanime del bilancio, ha abbassato la bandierina per il quadro di programmi triennali che attendono i comuni. Perni degli interessi dell'Unione restano agricoltura e forestazione, che se l'è aggiudicata tirando un sospiro di sollievo.  Tuttavia il programma presenta molti punti che tutti sperano non restino nel mondo delle buone intenzioni. Ne abbiamo parlato col presidente dell'Unione Franco Ulivieri.  Turismo e cultura: sorelle povere?  «Assolutamente no. Per il turismo in cui l'Amiata registra un trend positivo nel 2010-11, è noto che la Regione ha chiuso le Apt provinciali. La Provincia sta ridisegnando un quadro dove si punta molto sulla multimedialità e l'ufficio che riapriremo a primavera lavorerà in questo senso. Stiamo lavorando con il versante senese e la Regione per consolidare la stazione sciistica. Insomma, ambiente e risorse agroalimentari, arte e musei, storia e neve. Tutto deve essere rivolto alla realizzazione di un "sistema turistico integrato" attraverso la promozione dell'esistente e la realizzazione di strutture di servizio diffuse. Il settore culturale che attrae il turismo ha notevoli potenzialità, dopo la messa a sistema dei piccoli musei esistenti nel sistema Museale dell'Amiata, e poi il Festival Toscana delle Culture, unico festival d'area dell'Amiata e la stagione teatrale comprensoriale. Abbiamo il Giardino di Daniel Spoerri e un'editoria locale importante.  Anche le tante riserve naturali potrebbero significare qualcosa in fatto di turismo? Castell'Azzara le invoca a gran voce.  «Occorre mettere a sistema le sei riserve naturali provinciali (Monte Penna, Monte Labbro, Poggio all'Olmo, Rocconi, Pescinello, Ss. Trinità), l'Oasi Wwf di Rocconi, il Parco Faunistico del Monte Amiata, il Crasm (Centro recupero animali selvatici della Maremma), il Crase (Centro recupero animali selvatici esotici), il Parco Museo delle Miniere dell'Amiata, la parte alta del cono vulcanico, i numerosi Sic (Siti di interesse comunitario), Sir, (Siti di interesse regionale), Zps (Zona di protezione speciale) utilizzando anche la rete multimediale provinciale che già collega le Riserve del Farma-Merse del Monte Labbro e della Diaccia Botrona. Deve realizzarsi compiutamente il sistema provinciale delle aree protette, in una integrazione con il Parco regionale della Maremma. C'è già un tavolo di lavoro.  Turismo vuol dire anche viabilità. L'Amiata non sta tanto bene in fatto di collegamenti.  «È prioritario il raccordo con la Grosseto-Fano mediante la strada provinciale del Cipressino. Pertanto la Provincia di Grosseto, nel nuovo mandato, dovrà inserire, come prioritaria, la progettazione e il finanziamento del raddoppio del Cipressino, almeno fino a Montenero. Inoltre, per favorire la mobilità sul territorio, è fondamentale un riassetto della viabilità interna. E purtroppo non ci sono buone notizie sul fronte trasporti pubblici. Il forte ridimensionamento delle risorse economiche da parte del Governo centrale sui trasporti nel nostro comprensorio porterà tagli per circa 1.200.000 chilometri che equivalgono ad un terzo del totale. Stiamo predisponendo con Comuni e Provincia una proposta operativa per limitare i disagi.  Il programma cita anche la geotermia. Con quali considerazioni?  «Il Pier, congiuntamente alla richiesta dell'Enel di realizzare una nuova centrale geotermica nel Comune di Santa Fiora, ha riaperto una riflessione sulla compatibilità dello sviluppo della produzione geotermica con il modello di sviluppo avviato dai comuni amiatini. Noi crediamo che l'energia geotermica rappresenti una ricchezza del nostro territorio il cui utilizzo deve essere però condizionato a una serie di compatibilità ambientali, paesaggistiche, sanitarie e gestionali. La Regione Toscana è impegnata a rendere disponibili gli ulteriori studi che ha fatto fare appositamente per permettere di fare chiarezza sulle varie problematiche del settore».

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