Il Tirreno

Grosseto

«La politica si muova» Dai costruttori l'allarme e una richiesta sull'Imu

<b>ANCE </b>Mauro Carri
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ANCE Mauro Carri

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 GROSSETO. Destinare le future entrate dell'Imu a opere e servizi pubblici, approvare presto gli strumenti urbanistici, rilanciare le infrastrutture e le costruzioni per far riprendere il settore edile.  L'Ance di Grosseto guarda ai prossimi appuntamenti con gli stati generale delle costruzioni, il 14 gennaio, e con il consiglio comunale di Grosseto che sarà convocato per discutere della crisi economica.  La situazione di crisi in cui versa l'edilizia grossetana, è più che preoccupante. «I recenti dati provinciali sull'aumento del ricorso alla cassa integrazione e i resoconti della Cassa Edile - scrive Mauro Carri - confermano la debolezza della offerta di lavoro e un indice della domanda di consumi in flessione. Questo contesto - prosegue il direttore dell'Ance - impone una decisa azione di contrasto, con politiche orientate alla crescita economica». L'edilizia starebbe già pagando gli effetti della manovra Monti: «L'inasprimento fiscale sulle abitazioni si aggiunge - dice Carri - a un peggioramento delle modalità di pagamento degli enti locali per il patto di stabilità». Una situazione che dovrebbe essere attenuata «dalle future entrate derivanti dall'Imu, che auspichiamo possano essere in parte destinate a opere e servizi pubblici».  Per il 2012 Carri parla di anno in salita, ma spiega anche che «gli imprenditori tentano di mantenere i livelli di occupazione e delle competenze entro la soglia necessaria alla ripresa». Serve però che questo sforzo trovi, da parte del pubblico, una corrispondenza in termini di «risorse adeguate e disponibili e regolarità nei pagamenti per i lavori eseguiti», mentre per l'edilizia privata l'Ance auspica «il completamento degli strumenti urbanistici e una fiscalità in grado di innescare processi di riqualificazione residenziale».  Poi Carri suona le note dolenti del rapporto con le banche e il credito. «Limitazioni nell'erogazione di mutui, appesantimenti burocratici, penalizzazioni per necessità di cassa, limitate disponibilità su aperture di credito, aumenti nei tassi e nei costi di gestione, nonché frizioni nei rapporti banca-cliente, si preannunciano ancora preoccupanti e negativi, come per l'anno trascorso». Serve un intervento sia a livello locale che nazionale «considerando l'edilizia - conclude Carri - una risorsa e non un rischio». (e.p.)

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