Il Tirreno

Grosseto

«Geotermia, azioni legali imminenti»

 F.B.
<b>GEOTERMIA</b> La centrale di Bagnore
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GEOTERMIA La centrale di Bagnore

I comitati ambientalisti non escludono battaglie in tribunale sulla Via

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 ARCIDOSSO. Grande partecipazione di pubblico, ad Arcidosso, il 3 gennaio, all'assemblea che i Comitati ambientalisti hanno organizzato per discutere il problema della geotermia in Amiata, con Andrea Borgia, vulcanologo e ricercatore al laboratorio dell'Università di Berkley in California. Alle voci dei Comitati hanno portato sostegno anche altre associazioni ambientaliste come Italia Nostra.  Molti gli interventi che hanno ribadito i concetti che da anni i Comitati comunicano: inquinamento mortale dell'aria, diminuzione della falda acquifera direttamente imputabile allo sfruttamento del vapore, salute dei cittadini messa in serio pericolo.  Andrea Borgia ha sottolineato come la sua presenza nel Comitato voluto dalla Regione come organo supervisore - quasi - delle questioni geotermiche, sia marginale. Dunque neppure questa presenza in una Commissione "di garanzia" è riuscita a diventare momento di confronto possibile e costruttivo nel seno stesso della Commissione. Il messaggio del professore è dunque immutato, come lo sono le rigide posizioni degli ambientalisti che hanno annunciato battaglia, preparandosi a presentare osservazioni sulla pratica di Via per l'ampliamento delle centrali e non escludendo azioni legali imminenti.  Nessuna delle altre posizioni più "interlocutorie" con Regione ed Enel è stata avallata dai comitati: né quella dell'avvocato Marcello Bianchini che focalizzava l'attenzione sulla necessità di controlli dei cittadini sulle centrali e sul loro funzionamento. E neppure convinceva l'intervento del sindaco Emilio Landi, sebbene abbia sottolineato che il Comune di Arcidosso non avrebbe dato il via libera alla costruzione della nuova centrale se non si fossero avute certezze su acqua, aria, salute. Tutto ciò che rientra nelle osservazioni di chi la pensa in modo diverso è contestato e scartato senza possibilità di replica.  Su un punto, però, tutti quanti paiono essere d'accordo: la necessità di normare alcune sostanze di emissione delle centrali e di cui la legge non definisce i limiti, come l'ammoniaca ma non solo.  Dunque Comitati contro il raddoppio e, però, favorevoli a sfruttare il vapore a bassa entalpia per le serre e il teleriscaldamento. In ogni caso gli appelli a combattere per liberare l'Amiata dallo sfruttamento geotermico, sono passati anche attraverso i video girati a Lardarello, dove, è stato detto, tutto è morto e desertificato. Ma l'Amiata non deve fare questa fine, hanno ribadito tutti quanti gli ambientalisti intervenuti.

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