Proteste
DIFFAMAZIONE
Condannato a risarcire
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GROSSETO. Erano stati condannati a 9 mesi per falso ideologico e omissione di denuncia di reato. Sentenza ribaltata in appello: il fatto non costituisce reato. Così due guardie venatorie, Achille Montemaggi e Raimondo Silveri, si erano rivolte al giudice civile per chiedere i danni nei confronti di un cacciatore pratese, Vittorio Rosati, lamentando di essere stati diffamati. E il giudice Giulia Conte ha dato loro ragione. Al termine della causa discussa fino al novembre scorso, Rosati è stato condannato a risarcire le due guardie con 5.000 euro per uno a titolo risarcitorio, più 3.500 euro per diritti e onorari. Rosati - assolto per resistenza a pubblico ufficiale - nel 2003 aveva scritto al comandante della polizia provinciale lamentando l'atteggiamento maleducato e arrogante delle due guardie. «Seppur fosse diritto di Rosati esprimere una critica all'operato degli agenti - scrive il giudice civile - egli avrebbe dovuto far ciò con toni misurati e adeguati», trattandosi di pubblici ufficiali. Rientra invece nel diritto di critica il contenuto della lettera del presidente della sezione di Prato della Federcaccia, Francesco Bini.
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