La manifestazione
Commissione contro i videopoker
Alfredo Faetti
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SINDACO Massimo BorghiIl sindaco Borghi riparte all'attacco della piaga del gioco d'azzardo
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GAVORRANO. E' stato e rimane uno dei suoi cavalli da battaglia. Un obiettivo da perseguire, perché dietro alle lucine colorate e ai pulsanti luminosi si nascondono spesso drammi familiari. Massimo Borghi riprende da dove aveva lasciato: la lotta al gioco d'azzardo. «Ribadisco di non aver sbagliato nell'individuare nelle slot-machine lo strumento principale attraverso il quale si sviluppa la dipendenza da gioco d'azzardo» dice il sindaco di Gavorrano. Nell'estate 2010 firmò anche un'ordinanza per vietarne l'uso, da parte dei gestori di bar o sale gioco, nel territorio comunale. Un atto plaudito da molti (non solo in Maremma) e contestato da altri. In netto contrasto furono su tutti i commercianti, ma anche il Pd, allora alleato in maggioranza, storse il naso. In seguito, in molti videro in quell'ordinanza la prima crepa della rottura tra il sindaco e i democratici, con il conseguente commissariamento. Oggi Borghi veste di nuovo la fascia tricolore ed riprende la battaglia da dove l'aveva lasciata. Sono diversi i motivi per cui il sindaco di Gavorrano ha dichiarato guerra al gioco d'azzardo. Ad esempio, un punto forte del suo programma è la legalità e più volte ha ricordato come «dietro al gioco si nasconde spesso la malavita». Ma più che altro ci sono i suoi cittadini. Durante la sua prima legislatura raccontò di aver ricevuto diverse persone alle prese con un membro della famiglia affetto da dipendenza del gioco. E anche oggi, nel suo secondo mandato, «sono molte famiglie che vengono a chiedermi aiuto, sapendo del mio interesse sull'argomento - spiega - Gente diversa rispetto a quella di un anno fa». Il problema, insomma, non si è risolto da solo. Uno dei maggiori elementi di diffusione di questa dipendenza sono, come detto, le slot machine. «Proprio per la loro grande diffusione, sono gli strumenti più raggiungibili per chiunque voglia tentare la fortuna al gioco e con la spesa investita "pro capite" di 548 euro hanno il triste primato di preferenza tra i giocatori sia patologici che casuali». A Gavorrano è già in vigore un regolamento per l'apertura e la gestione di sale gioco, ma Borghi vuole andare oltre, con l'istituzione di una commissione comunale, «a cui verrà affidato il compito di studiare e proporre misure atte a contrastare la diffusione del gioco d'azzardo, in modo particolare tra i giovani». Sarà lui stesso a presiederla, con al fianco la sua vice nonché assessore al volontariato sociale Elisabetta Iacomelli. «Porteremo le nostre proposte - dice Borghi - pronti ad ascoltare tutti i suggerimenti». Per questo verranno chiamati gli esperti a portare il loro contributo: l'Asl, la scuola, la comunità di recupero, le associazioni di volontariato sociale, le parrocchie e le forze dell'ordine. Qualche idea il sindaco già ce l'ha: «da iniziative nelle classi fino al coinvolgimento delle forza dell'ordine, affinché prevengano e reprimano per quanto possibile il fenomeno». Ma la battaglia alla dipendenza da gioco non si vince facilmente. Per questo Borghi rivolge un appello anche al parlamento, «perché venga presto inserita una norma di legge che proibisca la pubblicità del gioco d'azzardo sui mezzi d'informazione quali le testate giornalistiche e le televisioni».
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