Finanza
Castiglione dice no al governo
Maurizio Bernardini
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NEGOZI chiusi a Castiglione. A sinistra, il sindaco Farnetani Il sindaco: «Negozi aperti a volontà? Un disastro»
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GROSSETO. Continua a far discutere la recente liberalizzazione degli orari d'apertura dei negozi imposta dal Governo. Sul territorio il problema è legato a una totale diversità di posizione tra le varie amministrazioni, ad ogni livello: all'immediato adeguamento voluto da realtà come Grosseto e Monte Argentario, si contrappone infatti l'assoluto no della Regione e dei sindaci di Follonica e Castiglione della Pescaia. È proprio il primo cittadino di Castiglione, Giancarlo Farnetani, a diffondere una articolata nota nella quale illustrarai cittadini la linea che verrà portata avanti dalla sua giunta. «Riguardo alla liberalizzazione degli orari sono assolutamente d'accordo con le parole espresse dal presidente Rossi», esordisce Garnetani per chiarire subito da che parte sta. «Sostengo - continua - che queste decisioni debbano giungere a compimento solo dopo un'attenta concertazione e disamina del problema a un tavolo che coinvolga, prima di tutto, i sindaci». Quindi un richiamo al Titolo quinto della Costituzione, che assegna alle Regioni la possibilità di decidere parametri di dettaglio e di scelta all'interno delle norme stabilite dallo Stato. Farnetani dunque in linea con la Regione? Macchè, o non del tutto: il sindaco della "piccola Svizzera" spiega infatti poi di non appoggiare, invece, le limitazioni proposte da Firenze che vorrebbe vedere le serrande dei negozi abbassate entro le 22, oltre all'individuazione di chiusure obbligatorie in occasione delle festività. Un prezzo veramente troppo alto per i negozianti di Castiglione che, in particolare nei mesi estivi, vedrebbero crollare i fatturati dei propri locali. Anche in questo senso dunque occorre, sempre dal punto di vista del sindaco castiglionese, una concertazione mirata a fare scelte «attinenti alle singole realtà». Ma non finisce qui: Farnetani si dice certo che «l'assenza di regole sulle aperture delle attività commerciali non farebbe altro che aumentare i rischi sulla sicurezza cittadina e l'esodo verso città vicine». Inoltre, avere la libertà di stare aperti quando e quanto si vuole, avrebbe, sempre secondo Farnetani, l'effetto di «costringere alla chiusura anche quei pochi esercizi che resistono tutto l'anno, consegnando Castiglione all'oblio invernale». In aggiunta, «maggiori aperture significherebbero maggiori costi caricati sui prezzi». D'estate poi i locali starebbero troppo a lungo aperti di notte, «costringendo il Comune ad aumentare la sorveglianza». Insomma, «un vero colpo assestato alla piccola e micro impresa». Un ragionamento, quello di Farnetani, che trova sponda nella visione del sindaco follonichese Eleonora Baldi anche se, è bene ricordarlo, i negozi della città del Golfo godono già da tempo di una forte libertà di apertura: «La grande distribuzione - spiega la Baldi - rischia di mortificare le ditte a conduzione familiare e individuali. Aprire sempre vuol dire andare contro i principi della vita. Sono dunque d'accordo con il primo cittadino di Castiglione e con Rossi. Se dovesse venire aperto un tavolo di concertazione, Follonica sarà in prima linea». Di tutt'altra opinione il sindaco del Comune di Monte Argentario Arturo Cerulli che ha già emanato una ordinanza volta ad accogliere pienamente le decisioni del Governo centrale: «Tutti i locali, a mio parere, devono poter stare aperti sempre e a tutte le ore. Le restrizioni sino ad oggi imposte in Italia erano assurde». Morale? Le "capitali" del turismo maremmano - Follonica, Castiglione e Monte Argentario - hanno idee opposte. Un viatico, per un territorio che ha bisogno come il pane di fare sistema, davvero poco rassicurante...
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