Il Tirreno

Grosseto

Tribunale. La Procura contestava la regolarità di un verbale nei confronti di un cacciatore

Assolte quattro guardie venatorie

Pierluigi Sposato
<strong>CACCIA</strong> Doppiette in azione
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CACCIA Doppiette in azione

Erano imputate di abuso d'ufficio, falso e rivelazione di segreto

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GROSSETO. Assolti perché il fatto non sussiste. Cadute le accuse di rivelazione di segreti di ufficio, di abuso d'ufficio e di falso. Quattro guardie ambientale venatorie-zoofile sono state riconosciute estranee dalle imputazioni mosse dalla Procura in relazione ai verbali redatti il 1º settembre 2008 nei confronti di un cacciatore al Bozzone, nel territorio di Castiglione della Pescaia. Il gup Mezzaluna depositerà a fine mese le motivazioni del dispositivo letto al termine del procedimento che vedeva imputati Luciano Sanna, 63 anni, di Grosseto, Guerrino Rocchetti, 70 anni, di Grosseto, Raimondo Silveri, 43 anni, abitante a Gavorrano, e Sandro Pilozzi, 52 anni, abitante a Buriano. Quest'ultimo ispettore della polizia di stato nonché - come Rocchetti e Sanna - guardia ambientale volontaria, mentre Silveri era imputato in qualità di guardia zoofila. Tutti (difesi dagli avvocati Burzi e Biagiarelli) erano imputati perché ritenuti pubblici ufficiali dal pm Pizza di abuso d'ufficio, per il verbale da 250 euro e il sequestro amministrativo di 7 tortore ai danni di un cacciatore grossetano di 51 anni, Ugo Boldorini (era il 1º settembre 2008). Pilozzi avrebbe concorso moralmente istigando gli altri o comunque non avrebbe impedito la commissione del reato, come avrebbe dovuto anche perché ispettore di polizia: avrebbe avuto questo ruolo anche nella formazione del presunto falso firmato dagli altri tre, cioè quando le guardie avrebbero dichiarato falsamente che il cacciatore stava esercitando la caccia in forma vagante nel periodo in cui questa si svolge solo da appostamento e che era appostato in una fossa senza capanno (secondo l'accusa, il cacciatore non si era mosso e l'appostamento temporaneo era formato da vegetazione spontanea) e infine che in queste modalità erano ricorse nell'abbattimento di sette tortore, da considerarsi quindi abusivo.  Silveri, Sanna e Rocchetti dovevano rispondere di un'ulteriore accusa di falso relativa alle controdeduzioni (21 settembre 2008): secondo la Procura non era vero - come sostenuto dalle guardie - che Boldorini aveva sparato da sotto una pianta di olivo e che si era mosso con il fucile in mano tra le altre piante in un raggio di 20-30 metri; non era vero - sempre secondo l'accusa - che il cacciatore aveva costituito lì per lì l'appostamento al momento del controllo; non era vero infine che non vi fossero altri cacciatori intorno (secondo la Procura, vi era un cacciatore a 90 metri e altri due a 200 metri).  Il solo Pilozzi doveva rispondere di un'ipotesi di rivelazione di abuso d'ufficio in qualità di guardia ambientale volontaria, perché avrebbe telefonato a Boldorini (intorno alle 17,20 di quel 1º settembre) avvertendolo dell'imminente controllo che stava per essere effettuato nei suoi confronti da parte di Rocchetti, Sanna e Silveri, nonché da parte dello stesso Pilozzi.  Le guardie erano state cautelativamente sospese dal servizio in conseguenza dell'inizio dell'azione penale; vi erano state riammesse dopo aver presentato e vinto il ricorso.

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