Il Tirreno

Grosseto

Ascom: «Bene così, ma occhio agli eccessi»

<b>ASCOM </b>Filippo Lombardelli
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ASCOM Filippo Lombardelli

Soddisfazione per la scelta di Roma: «Flessibilità necessaria»

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 GROSSETO. «Se tutti gli sforzi si concentrassero nella stessa direzione, il turismo potrebbe essere "la" grande risorsa del territorio»: a dirlo è Filippo Lombardelli, presidente recentemente eletto al vertice dell'Ascom Confcommercio di Grosseto. A parere dell'associazione devono essere infatti le imprese, in primo luogo, a rispondere con coerenza al progetto di rilancio ed incremento del settore turistico locale e dunque della nostra economia.  Ascom comprende le preoccupazioni legate alla liberalizzazione degli orari diffuse lungo altre zone della Regione. Meno quelle legate al territorio maremmano dove, se non proprio inesistenti, i centri di grande distribuzione organizzata sono comunque poco numerosi.  «La Camera di Commercio, la Provincia e il gruppo Rete Imprese Italia stanno cercando di promuovere al massimo la Maremma, anche tramite lo sviluppo di un progetto di incoming e commercializzazione. Un fermento che deve essere dunque seguito anche da tutti i commercianti, rispondendo alle esigenze di un pubblico di utenti sempre più mobile e attento. Un pubblico che - sostiene Lombardelli - recependo tutte le occasioni di promozione e animazione di cui anche Ascom negli ultimi anni si è fatta promotrice, si spera sia sempre più vasto».  Plaude dunque l'Ascom alla libera facoltà di apertura concessa da Roma. Una reazione positiva ancora più accesa se si pensa, come sottolinea ancora Lombardelli, a tutte quelle piccole imprese che hanno visto i propri titolari «investire edindebitarsi per aprire o mantenere un'attività commerciale e che, nello stare aperti in particolari eventi e nelle domeniche più affollate, potrebbero trovare le risorse utili per la propria attività».  Bene il sempre aperti dunque? Non proprio. Ascom tiene fermamente a precisare di essere contraria allo stare sempre con le serrande su, ventiquattro ore su ventiquattro, ogni giorno dell'anno. È infatti necessaria, secondo l'associazione di categoria, una semplice «maggiore flessibilità delle aperture». Ecco che, in questa linea di idee, l'associazione dei commercianti reputa importante la necessità di avere «una rete di coordinamento quale strumento adatto a gestire, di volta in volta, le specifiche situazioni». Insomma, per evitare una presunta anarchia occorre, ancora una volta, in ogni caso, organizzare sia gli orari, sia le domeniche, specie «in coincidenza con la stagione estiva e di eventi particolari».  Una discussione dunque. Un confronto che, a detta del presidente Filippo Lombardelli, dovrà essere avviato senza dover dar vita ad alcuna «crociata quasi fondamentalista che, troppo spesso, viene usata quando si discute di questi problemi. Nel nostro Dna - conclude Lombardelli - c'è rispetto, voglia di dialogare e capire le ragioni di tutti. Questo in modo da trovare le strade che, se condivise, saranno sicuramente vincenti». (m.b.)

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