Il Tirreno

Grosseto

Arturo riconquista via Labriola. Ma è giallo

 Francesca Ferri
<b>LA SAGGEZZA DEI VECCHI</b> Il cartello nuovo ma sbagliato e quello vecchio ma corretto
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LA SAGGEZZA DEI VECCHI Il cartello nuovo ma sbagliato e quello vecchio ma corretto

Il caso della strada di Gorarella si complica: doppio nome pure sulle carte comunali

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 GROSSETO. Risolto il caso della strada dal doppio nome: via Labriola è intitolata ad Arturo, non ad Antonio. Anzi no, è il contrario. La strada dai doppi cartelli, "via Antonio Labriola" a un capo e "via Arturo Labriola" all'altro, ha suscitato curiosità. Ma pare che la doppia, errata denominazione topografica non alberghi solo sulla strada. Anche tra le carte comunali c'è un po' di confusione.  La Grosseto Parcheggi, che realizza e installa i cartelli stradali per conto del Comune, a scanso di equivoci già ieri ha chiarito che l'ordine di riportare la scritta "via Antonio Labriola" era arrivato dall'Ufficio toponomastica del Comune nel 2007. Nel documento, infatti, tale dicitura è riportata per ben 5 volte.  Se però si va spulcia la delibera originale della fine degli anni '60 (adottata il 19 luglio 1968, non 1969 come riportato ieri) si scopre che la strada in questione è stata battezzata "via Arturo Labriola", con la nota: "via che origina dalla precedente via Q. Sella e volge prima ad ovest e poi in direzione sud". Dunque, nessuna possibilità di errore: la strada è proprio quella che oggi chiamano "via Antonio Labriola". E, infatti, l'unico cartello che riporta quel nome è di quell'epoca. Proprio questo superstite, però, ha permesso di scovare l'inghippo. Ma non finisce qui.  Il toponimo "Antonio Labriola" torna, a sorpresa, sulla piantina della città disegnata dopo il censimento del 2001. E a quella l'ufficio toponomastica si era riferito - spiega il responsabile Massimo Travison - quando ha inviato alla GrParcheggi l'ordine di realizzare i cartelli. Del resto, tra tanti politici che "abitano" in quelle strade - intitolate a Luigi Einaudi, Carlo Sforza, Quintino Sella - pareva naturale che quel tale Labriola fosse l'ex ministro Arturo, non il filosofo Antonio.  Spostandoci in centro in piazza Manescalchi, o Maniscalchi a seconda del cartello su cui cade l'occhio alla fine di via San Martino, il nome esatto è "Manescalchi", come da delibera 959 del 1952.  Deciderà, il Comune, di sostituire i cartelli? O dovranno cambiare i certificati di residenza degli abitanti? In tal caso c'è solo da sperare che sia indicata solo una generica "via A. Labriola".

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