Il Tirreno

Grosseto

Moria, indagine archiviata

Alfredo Faetti
<b>MORIA. </b>In alto i pesci morti sopra Vella
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MORIA. In alto i pesci morti sopra Vella

L'Arpat conferma: le analisi inviate da mesi alla procura

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 FOLLONICA. Le verifiche sulla moria di molluschi, andata in scena nel Natale 2010 a Scarlino, sono state effettuate correttamente e spedite alla Procura di Grosseto. Da qui però non è più arrivata nessuna comunicazione e tutto fa pensare che il fascicolo sia stato archiviato.  Tutti i passaggi, portati avanti da vari soggetti, sono stati eseguiti al dettaglio e i rapporti, attraverso la guardia costiera, inviati all'autorità giudiziaria, ergo la Procura grossetana, a cui hanno fatto capo le indagini sulle origini del fenomeno. Una moria di pesci e soprattutto molluschi alla Polveriera di Scarlino, che ha allarmato gli ambientalisti ma non solo. Era il 26 dicembre del 2010 e da subito gli addetti ai lavori si rimboccarono le maniche per venire a capo di questa vicenda. Ma spedita da tempo tutta la documentazione in via Monterosa, ad oggi non sono arrivate comunicazioni alla guardia costiera su come muoversi per approfondire l'indagine. Un aspetto che lascia pensare alla chiusura della stessa, con l'archiviazione del caso, anche se non c'è nessuna conferma. Del resto, però, dalle analisi svolte non è stata riscontrata nessuna prova che possa far pensare ad un colpevole preciso della moria. Così come non c'è alcune ipotesi di reato. Le analisi sono state fatte puntualmente, vuole precisare l'Arpat di Grosseto, e divise per competenza tra enti e corpi dello Stato: forestale, polizia provinciale e municipale di Scarlino, l'istituto zooprofilattico sperimentale e l'Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), quest'ultima movimentata dal ministero dell'Ambiente. Una mole di dati e relazioni messa poi trasmesso alla guardia costiera che coordinava le indagini e che riferiva direttamente alla Procura, da cui non si è saputo più niente.  Questo non toglie che le analisi siano state eseguite nel modo giusto, però. Arpat infatti torna sull'argomento dopo essere stata chiamata in causa dall'ex assessore all'ambiente di Follonica Antonino Vella. L'agenzia ricorda di aver «prodotto un'informativa pubblica» pubblicata sul proprio sito.  Ricercandola, troviamo una sorta d'anticipazione: «in questi casi, proprio perché l'intervento degli organi di controllo è sempre e comunque "a posteriori", l'esperienza insegna che è molto difficile riuscire ad identificare le cause del danno ambientale». E così è stato anche in quest'occasione, dato che sembra non sia stata trovata nessuna prova di colpevolezza. L'agenzia in quel periodo ribadì «un'attenta gestione da parte delle aziende (del Casone ndc)», riconoscendo «il limite del controllo tradizionale che, pur aumentando i prelievi, non potrà mai garantire il presidio 24 ore su 24 del canale». I controlli a suo carico Arpat li effettua regolarmente, compresi i campionamenti di sedimenti alla foce del Canale Somine citati da Vella.  L'agenzia fino ad oggi «ha eseguito il monitoraggio dei sedimenti alla foce del canale ed i risultati sono stati trasmessi ai sindaci di Scarlino e Follonica, alla Provincia e ai componenti del tavolo tecnico. Già l'anno scorso un estratto dei risultati fu reso disponibile sul sito ed in quel rapporto sono indicate le principali problematiche che interessano il canale e la sua foce, mentre gli esiti del monitoraggio 2011 saranno disponibili appena concluse le elaborazioni».

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