Il Tirreno

Grosseto

«Dimessi per evitare il confronto»

Valentina Detti
<b>MANCIANO. </b>Una veduta del Comune
◗
MANCIANO. Una veduta del Comune

L'accusa del Psi ai democratici che hanno lasciato il consiglio Pd ribatte: «I socialisti sono sempre rimasti delle stesse idee»

2 MINUTI DI LETTURA





 MANCIANO. Dopo il terremoto politico che ha fatto precipitare la giunta Mecarozzi, a Manciano la polemica non risparmia nemmeno le vacanze natalizie.  A riscaldare gli animi è la presa di posizione della federazione provinciale del Psi sulla caduta della maggioranza. Nei gironi scorsi il Psi ha accusato il Pd mancianese di aver scelto la strada delle dimissioni dei consiglieri, evitando il confronto in consiglio comunale e, con tale atto, di aver reso impossibili alcune decisioni importanti per la gestione del Comune.  Ma dalla loro i democratici sono convinti della legittimità delle proprie azioni, anzi sostengono che la responsabilità dei ritardi sul Piano strutturale sia ascrivibile solo alla maggioranza di Mecarozzi, e sentenziano: «Con certe accuse si entra nel grottesco di chi non conosce atti e tempi di approvazione degli strumenti di pianificazione, mistificando ulteriormente la realtà amministrativa».  È una storia controversa quella del Partito Socialista e del Partito Democratico a Manciano, segnata dalla rottura alle scorse elezioni, quando i socialisti decisero di far parte della lista civica di Mecarozzi, con esponenti anche del Pdl. Non sembra che con il tempo i rapporti siano stati ricuciti, infatti da una parte la Federazione provinciale del Psi ringrazia «i compagni mancianesi per il lavoro svolto, esprimendo nei loro confronti apprezzamento» e dall'altra il Pd dichiara «in questi ultimi mesi non abbiamo mai trovato nelle forze socialiste una sensibilità al cambiamento, un'autonomia di giudizio, ma anzi si è presentato un arroccamento di posizione, che ovviamente prelude anche all'imminente tornata elettorale e alla sua scelta di collocamento».  La lista di Mecarozzi è per un'esperienza positiva per il Psi che rivendica «la correttezza e la lealtà di comportamento di quanti, come anche i consiglieri socialisti, si sono impegnati in quelle questioni cruciali per Manciano».  Ma proprio su questa affermazione il Pd lancia una provocazione: «La federazione parla di consiglieri, al plurale, ma in consiglio il partito è sempre stato rappresentato ufficialmente solo da Bulgarini»; e insiste nell'indicare le contraddizioni del PSI, che ha sostenuto l'ex maggioranza «e la sua posizione falsamente civica, senza mia chiarire il proprio collocamento politico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa