Il dolore
Abuso d'ufficio, assolta la Busonero
Renzo Wongher
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ASSOLTA. La Busonero Accusata dal pm Pizza, è stata prosciolta già all'udienza del Gip per la vicenda di Argentario Trade: «Il fatto non sussiste»
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PORTO S. STEFANO. L'anno inizia bene per il comandante della polizia municipale di Monte Argentario. Qualche giorno fa al Tribunale di Grosseto si è tenuta l'udienza dinanzi al giudice per l'udienza preliminare Marco Mezzaluna, in merito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata del sostituto procuratore della Repubblica Stefano Pizza nei confronti del comandante Loredana Busonero, per il reato di abuso d'ufficio. Il procedimento penale riguardava l'apertura da parte della società Argentario Trade dell'impianto di distribuzione carburanti Ip, in località Costa di Teva, autorizzato dal comandante Busonero, all'epoca dirigente dello Sportello unico attività produttive, per il quale la Procura di Grosseto aveva ipotizzato il reato di abuso di ufficio da parte del dirigente comunale. Di parere diverso è stato invece il giudice dell'udienza preliminare il quale ha rigettato la richiesta di processo a carico della Busonero, assistita dall'avvocato Bruno Leporatti, e di e tutti gli altri imputati nel procedimento, dichiarando al termine del dibattimento il non luogo a procedere «in quanto il fatto non sussiste». Loredana Busonero ha accolto la notizia con viva soddisfazione, commentando che «la verità dei fatti emerge sempre». Il comandante ha inoltre dichiarato di attendere con fiducia l'esito del procedimento che vede coinvolta lei e altri dirigenti comunali, in qualità di responsabili dell'Ufficio demanio, in relazione al rinnovo di atti di concessioni demaniali per pontili galleggianti a Porto S. Stefano e Porto Eecole. «Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad atti dovuti - assicura la Busonero - che i dirigenti hanno adottato sulla falsariga di una prassi amministrativa consolidata, portata avanti per decenni dalla Capitaneria di Porto di Livorno e di concerto con la stessa, senza che sia stata operata alcuna innovazione e senza che sia stata rilasciata nessuna nuova concessione demaniale. Per me in particolare - continua il comandante - è stato chiesto il rinvio a giudizio anche per fatti avvenuti nel 2008, quando avevo già cessato di essere dirigente dell'Ufficio demanio da oltre un anno. Pertanto confido nel fatto che questo errore venga rettificato».
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