La protesta
«Tassa di soggiorno? Balzello inutile»
◗
IL GIUDICE. Valeria Montesarchio Socialisti e Api chiedono di investire di più sul turismo
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. La tassa di soggiorno è solo un strumento che danneggerà gli albergatori follonichesi. A sostenerlo sono Alberto Aloisi (Psi) e Giovanni Balloni (Api). «L'amministrazione non ha ancora rilasciato dichiarazioni - dicono - ma non ha neanche smentito le indiscrezioni emerse secondo cui i gettiti provenienti da questa tassa verrebbero spesi per il Parco Centrale. Settecentomila euro, a tanto ammonta il gettito previsto dalla nuova tassa, finirebbero per il Parco Centrale che costando 25 milioni di euro ha un suo specifico percorso di finanziamento. Insomma, una goccia nel mare. Poca utilità pubblica a fronte di un grosso danno per i nostri esercenti che all'interno di una crisi senza pari stanno cercando con fatica di applicare prezzi concorrenziali per poter sopravvivere». Dal punto di vista dei due politici, decisioni come questa devono essere ponderate. «Occorre tenere in considerazione la struttura dell'offerta turistica e dell'economia che si basa sul turismo: gli albergatori sono pochi mentre è il mercato delle seconde case che caratterizza gran parte della ricettività a Follonica. Inoltre, è tutt'altro che trascurabile il ruolo del pendolarismo puro, il "mordi e fuggi" che il fine settimana gode delle nostre spiagge verso il quale è giusto studiare forme che facciano partecipare i pendolari alla spesa nel territorio». Il turismo follonichese, secondo i rappresentanti di psi e di Api, ha una struttura particolare, recentemente aggravata dalla chiusura dei villaggi che quella tassa non la potranno far pagare. «Insomma il quadro a nostro avviso è confuso e difficile - dicono - Secondo noi, invece, dovremmo aprire un tavolo in cui pianificare e valutare la reale portata dei provvedimenti sul turismo, partendo dal presupposto che le energie debbano essere spese per la promozione e l'accoglienza del turista, anch'egli un cittadino che dovrà necessariamente tenere conto dell'applicazione della tassa nel comune in cui vorrà soggiornare». Le decisioni prese con la fretta di dover fare cassa o "un tanto al chilo", aggiungono ancora Alberto Aloisi e Giovanni balloni, rischiano di produrre solo danni «tanto più se gli introiti derivanti dalla tassazione non hanno lo scopo condiviso di migliorare lo specifico settore dal quale si è attinto risorse».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
