Attenzione
«Rilanciamo, ma le banche ci aiutino»
◗
LEGACOOP. Antonio Terribile La Lega di Grosseto punta a nuovi servizi e fusioni, ma chiede sostegno agli istituti di credito
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Legacoop Grosseto è fortemente preoccupata per gli effetti della crisi. Alla fine di dicembre si è tenuta una riunione del comitato territoriale locale, nel corso del quale i rappresentanti dei diversi settori hanno tracciato un quadro a tinte fosche dell'andamento dell'economia provinciale nel 2011, con prospettive non esaltanti anche per l'anno appena iniziato. L'obiettivo di Legacoop, comunque, è quello di consolidare la presenza delle proprie aziende non limitandosi ad una strategia difensiva, ma puntando su fusioni, integrazione fra diverse competenze aziendali e strategie di patrimonializzazione, offrendo al sistema cooperativo nuovi servizi. «Il 2011 - spiega Antonio Terribile, presidente di Legacoop - è stato per le nostre cooperative senz'altro l'anno peggiore da quando la crisi si è manifestata nel 2008. La contrazione di fatturati e ordinativi ha costretto alcune realtà dell'edilizia a ricorrere per la prima volta agli ammortizzatori sociali, mentre a causa dei ritardi di pagamenti delle Pubbliche amministrazioni e dei tagli ai trasferimenti statali sono aumentate le sofferenze delle cooperative sociali che di fatto garantiscono il welfare locale. In questo settore, non a caso, dalla Regione Toscana è stato istituito un tavolo di monitoraggio al quale partecipano i livelli regionali delle tre centrali cooperative. Infine, registriamo sofferenze anche nei settori turistico, agricolo e dei servizi». «Nonostante queste difficoltà oggettive, tuttavia, i livelli occupazionali delle nostre imprese sono rimasti sostanzialmente stabili e nel 2012 non vogliamo limitarci a stare fermi in attesa degli eventi. Per questo abbiamo costituito una cabina di regia decidendo di promuovere fusioni fra cooperative che operano negli stessi settori, ma anche di puntare a collaborazioni fra cooperative le cui competenze possono integrarsi nell'ambito di project financing o progetti di vasta portata, cercando collaborazioni anche con le imprese del comparto artigiano». «Per dare impulso a questa strategia - aggiunge Terribile - investiremo sul ruolo del Cisa (Consorzio interprovinciale servizi e assistenza), che amplierà e qualificherà i propri servizi alle nostre imprese, non limitandosi a quelli tradizionali ma puntando anche su consulenza finanziaria, analisi di mercato, marketing e project financing. È chiaro, però, che il consolidamento delle imprese cooperative non può prescindere dal sostegno degli istituti bancari, che oggi, grazie ai recentissimi prestiti agevolati della Bce hanno risorse per tornare a erogare liquidità e per mettere a punto strumenti finanziari innovatovi che consentano ai nostri soci di patrimonializzare le aziende e finanziare gli investimenti». «Infine - conclude Terribile - ci attendiamo effetti positivi dal protocollo d'intesa che firmeremo il prossimo 14 gennaio con Provincia, Comuni, Associazioni di categoria e Banche in occasione degli "Stati generali dell'edilizia", con l'obiettivo di dare prospettive al settore delle costruzioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
