Il Tirreno

Grosseto

Muri pericolanti, ratti materasse e erba alta l'ex Garibaldi cade a pezzi

Maurizio Bernardini
<strong>EX GARIBALDI, </strong>A sinistra l’esterno della struttura
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EX GARIBALDI, A sinistra l’esterno della struttura

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GROSSETO. Sporcizia, incuria, illegalità, in una parola: degrado. Non siamo alla stazione di Grosseto, area notoriamente contesa da senzatetto e sbandati che l'hanno eletta a propria dimora, ma la zona è comunque quella: ai turisti scesi dal treno basta percorrere una manciata di metri infatti per ammirare, in tutta la sua straordinaria bruttezza, l'ex orfanotrofio Garibaldi. Una chicca incredibilmente quasi custodita, con gelosia, dalle amministrazioni che si sono susseguite nei decenni, preservandola. La storia di abbandono dell'ex Garibaldi risale infatti a almeno venticinque anni fa, insomma per capirci, quando i telefonini non li usava ancora nessuno, l'Italia era nel pieno della prima Repubblica e l'Argentina di Maradona aveva appena vinto i mondiali di calcio. Eppure, la struttura abbandonata di quello che un tempo era l'orfanotrofio, è sempre stata li, presente. Ripresa spesso nelle cronache locali, pronta a ricordare a tutti la sua esistenza. In ogni modo: è capitato più di una volta che ne cadesse giù un pezzo, come avvenne nell'ottantacinque. Vent'anni dopo si è anche arrivati al punto di rinvenire, durante dei lavori di demolizione e messa in sicurezza, il cadavere di un clochard parigino in avanzato stato di decomposizione, abbandonato tra le macerie e il luridume. Anche in questo caso articoli di giornale, servizi televisivi e poi il nulla. E' così che sono trascorsi gli anni, uno dietro l'altro. Tutti farciti di buoni propositi e sorrisi di circostanza. Quelli proprio non mancano mai.  Oggi il nuovo capitolo: dal coordinamento di Fare Grosseto è stata infatti divulgata una nota scritta nella quale il movimento sollecita il recupero dell'ex Garibaldi per «farne appartamenti per giovani coppie e ricavarne spazi per associazioni culturali e senza scopo di lucro, come proposto anni fa dalla giunta Antichi» costretta, a parere di Fare Grosseto, a soprassedere a causa delle proteste del comitato ex Garibaldi. Abbiamo quindi scelto di tornare nuovamente in via Mameli, a dare un'ulteriore occhiata alla struttura: inagibile in ogni sua parte, il palazzo cade a pezzi. Il tutto è invaso da animali di ogni genere, compresi ratti di una ventina di centimetri. All'interno si aggirano senzatetto, spacciatori e prostitute, almeno a sentire il racconto di chi risiede da quelle parti. Ed infatti dalle finestre, rotte, è facile scorgere scatolette di cibo, scarpe, vestiti, siringhe ed escrementi: un accampamento insomma. Fuori, posizionate su metà marciapiede, una fila di transenne "provvisorie" completamente inutili visto che non impediscono né di parcheggiare lungo via Merano, dove l'unico deterrente è il divieto di sosta, né di passare, camminando, nell'altra metà del marciapiede. Un pericolo ribadito diverse volte dai cittadini. Appelli caduti nel vuoto. «La sera - ci raccontano Claudio e Alberta, due "vicini" dell'ex Garibaldi - le donne hanno paura ad uscire di casa e sono costrette a passare dall'altra parte dell'isolato». 25 anni. Sarà ora di dire basta?

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