Sicurezza
«Ho avuto paura di morire»
Francesca Gori
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LAGGUATO. A destra il locale e lingresso del pronto soccorso a sinistra il capitano Edoardo Campora Bottiglia lanciata nel locale: denunciato ventisettenne
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GROSSETO. Quando ha sentito quel tonfo sordo e quel dolore che la stava straziando, Chiara si è fatta forza per evitare di svenire. «Ho avuto paura che se avessi chiuso gli occhi non mi sarei più risvegliata». Ieri l'uomo che ha lanciato una bottiglia di birra piena dentro al locale dominicano la sera di capodanno è stato denunciato dai carabinieri. Si tratta di un lucchese di origini dominicane di 27 anni. E Chiara, la barista trentaduenne che si è trovata sulla traiettoria di quella bottigliata è stata dimessa dal Misericordia. Con 26 punti in faccia, con una frattura all'osso del cranio e con la prospettiva, probabilmente, di doversi sottoporre ad un intervento chirurgico proprio per quelle brutte ferie riportate. È bastato poco ai carabinieri della compagnia di Grosseto per arrivare a capire chi fosse l'uomo che domenica alle 21 si è affacciato sulla porta di El Yumo Diario, il locale sudamericano aperto da poco in via Cesare Battisti, e lanciare quella bottiglia di birra da oltre mezzo litro, piena, all'interno del locale. L'obiettivo del ventisettenne non era certo lei. Era un ragazzo, dominicano, che era vicino alla donna. Dissapori, vecchie ruggini. Impossibile per i carabinieri ora dare una spiegazione più dettagliata di quel gesto folle. Il ragazzo ancora non è stato ascoltato: è stato però denunciato dai carabinieri agli ordini del capitano Edoardo Campora per lesioni personali aggravate. La donna invece, che lavora come barista in centro, non aveva la più pallida idea di chi fosse quel ragazzo che si è affacciato alla porta. Non lo aveva mai visto. E comunque, subito dopo la botta, l'unico pensiero che Chiara ha avuto è stato quello di non svenire. Troppo forte quella botta in testa, troppo grande la paura che una volta chiusi gli occhi non li avrebbe più potuti aprire. È rimasta così, imbambolata al centro del locale con il sangue che le scendeva sulla faccia. I suoi amici hanno capito che la situazione era grave e la donna è stata accompagnata all'ospedale dove è stata medicata con 26 punti di sutura e tenuta sotto osservazione fino a ieri. Nel locale, aperto da poco accanto alla sala biliardo, c'era tanta gente domenica alle 21. E c'erano anche tanti bambini. Quella bottiglia lanciata in mezzo al mucchio avrebbe potuto davvero uccidere qualcuno. I carabinieri, su questa vicenda, hanno mantenuto le bocche cucite. Ora dovranno cercare di far parlare sia il ragazzo che ha lanciato quella bottiglia che il dominicano al quale quel lancio era destinato. Per capire una volta per tutte il perché di quel gesto folle che avrebbe potuto ammazzare qualcuno. Non è successo, per fortuna. Ma Chiara, per colpa di quello screzio tra due ragazzi ne avrà per almeno venti giorni, senza escludere appunto la possibilità di un intervento chirurgico per rimetterla in sesto. Senza che c'entrasse nulla con i due dominicani. Era solo sulla traiettoria di quella bottiglia.
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