La manifestazione
Sandro Ginanneschi allattacco del Comune dopo il taglio selvaggio delle piante
«Così il Piazzone è triste»
Fiora Bonelli
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PIAZZONE. Al centro di Castel Del Piano Era un polmone verde: «Almeno se ne mettano di nuove»
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CASTEL DEL PIANO. A Castel del Piano, ancora il Piazzone al centro del dibattito comune. La piazza è stata di recente sguarnita del tradizionale manto di alberi (ne sono stati abbattuti più di 30), attrazione principale dei frequentatori di questo spazio. Sandro Ginanneschi, della minoranza di Castel del Piano, incalza l'amministrazione a reimpiantare nuove essenze, come da programma e offre qualche spunto di riflessione: «La vista del nuovo Piazzone colpisce e riempie di stupore tanto il turista quanto il nativo, abituato a ben altro spettacolo. Il recente intervento ha eliminato molte delle piante di alto fusto che precedentemente riempivano la piazza, cambiandone in modo radicale la fisionomia. Scomparsi gli alberi che facevano di questo ambiente il polmone verde di un contesto urbano, spicca al loro posto una spoglia prateria che suggerisce malinconia e rimpianto». Ginanneschi sottolinea la necessità di manutenzione accurata per un parco simile, iniziativa che non è stata presa dalle amministrazioni precedenti: «Un'opera di taglio non ancora conclusa e che già in questa sua prima fase ha suscitato molte perplessità e interrogativi - spiega - che investono non solo la presente amministrazione, ma soprattutto le precedenti. Negli ultimi venti anni non si sono avute organiche e lungimiranti opere di manutenzione della piazza e nulla è stato compiuto per evitare una prevedibile rimozione in massa dei vecchi abeti piantati intorno al parco, alla metà del secolo scorso, resi fragili da un apparato radicale poco profondo che li esponeva pericolosamente alla forza degli agenti atmosferici. Il mantenimento di una costante copertura arborea, senza che si abbiano finestre di "desertificazione" della piazza, presuppone che l'opera di impianto avanzi di pari passo a quella di rimozione e che nei settori su cui ancora non si è intervenuti si proceda con l'inserimento di nuove piante». Ginanneschi torna a premere sull'importanza che ha questo polmone verde: «Il paese si differenzia da tutti gli altri centri della zona per un'estensione urbana notevole, per la presenza di strade larghe e di piazze e per l'abbondanza di verde pubblico che lo fa assomigliare ad un giardino. Ogni giardino, però, ha bisogno di quelle cure in assenza delle quali è destinato a trasformarsi in un terreno incolto e inadatto all'accoglimento delle attività umane. Se quanto detto vale per un giardino privato, figurarsi per un polmone aperto al pubblico. Esso richiede un ininterrotto sforzo per contrastare l'altrimenti inarrestabile degrado e disordine. La comunità chiede all'amministrazione che le risorse di tutti abbiano una destinazione precisa, ossia servano a conservare il decoro e a garantire la sicurezza, la quiete e la vivibilità. Basterebbe la semplice volontà».
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