Il Tirreno

Grosseto

Un anno e 9 mesi per l'overdose fatale

Francesca Gori
<b>LA VITTIMA.</b> Francesca Tartarini
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LA VITTIMA. Francesca Tartarini

Patteggia la donna che cedette l'eroina a Francesca Tartarini

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 ORBETELLO. Un anno e nove mesi di reclusione con pena sospesa, il pagamento di una multa a duemila euro e millesettecento euro ciascuno, ai genitori e alla sorella di Francesca Tartarini, la parrucchiera di 27 anni uccisa da un'overdose l'8 ottobre dell'anno scorso. È questa la pena più alta stabilita dal giudice Valeria Montesarchio durante l'udienza di patteggiamento che ha visto sul banco degli imputati Sara Lamioni, Alberto Pimentel Brea e il centrocampista Alessandro Tagli.  Gli avvocati della donna di Porto Ercole, 40 anni, che aveva ceduto alla giovane parrucchiera l'eroina troppo "buona", quello del trentaseienne cuoco grossetano arrestato sull'Aurelia dai carabinieri mentre stava portando cocaina ad Orbetello e il legale del centrocampista trentunenne con un passato illustre sui campi di calcio hanno chiesto al giudice di patteggiare la pena. La donna e il cuoco sono tornati in libertà, il centrocampista invece, dovrà lavorare per tre mesi gratuitamente alla Misericordia di Albinia per tre giorni alla settimana.  I tre furono arrestati dai carabinieri. L'operazione si chiamava "Station", ed era partita grazie alla denuncia di una "madre coraggio" che era andata dai carabinieri e aveva raccontato il suo inferno quotidiano. Quello che divideva con il figlio ventinovenne che per un anno le ha chiesto soldi per comprare la droga.  Era l'8 ottobre quando l'ambulanza arrivò a casa di un amico di Francesca. La ragazza era morta, un'overdose l'aveva uccisa. I carabinieri cominciarono subito a tenere d'occhio Sara Lamioni e il suo convivente, Agostino Infusino, 33 anni, arrestato con la donna lo scorso febbraio. Contro di loro c'erano anche alcune intercettazioni, oltre che le dichiarazioni degli amici della ragazza a proposito dell'overdose: avevano condotto un'inchiesta privata. Per quella morte, Sara Lamioni dovrà pagare millesettecento euro ai genitori e alla sorella della ragazza che si sono costituiti parte civile al processo. In cella c'era finito anche Alessandro Tagli, già in forza all'Albinia calcio, che avrebbe acquistato la droga da un quarto indagato (arrestato a ottobre), Alberto Pimentel Brea, cuoco dominicano di 36 anni abitante a Grosseto, per poi rivenderla a vari clienti. Tra questi c'era anche il ventonovenne, la cui madre si era rivolta ai carabinieri, disperata per le incessanti richieste di denaro del figlio. La morte di Francesca era stata il fulcro dell'indagine dei carabinieri di Orbetello, coordinati dal pm Alessandro Leopizzi.  I militari erano stati messi sulle tracce di Infusino e della Lamioni da un'intercettazione.  Perché il cellulare dell'uomo era già sotto controllo e chi ascoltava aveva riscontrato, praticamente in diretta, l'avvenuta cessione di quella che si rivelerà poi come la dose mortale (overdose confermata dall'autopsia del dottor Centini).  I due fidanzati si rifornivano due-tre volte a settimana a Roma, con 10-20 grammi di eroina ogni volta. Le ultime chiamate di Francesca erano state effettuate verso il cellulare di Infusino in uso alla Lamioni: e le due donne si erano poi incontrate.

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