Il Tirreno

Grosseto

Malati nelle celle sovraffollate

Fra.Go.
<b>AFFOLLATO.</b> Il carcere di Sollicciano. A destra Aroussi e Boulbaba
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AFFOLLATO. Il carcere di Sollicciano. A destra Aroussi e Boulbaba

Il giudice ordina la perizia medica sui detenuti

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 GROSSETO. Sono finiti in carcere per aver messo su una rete di spaccio, cocaina, eroina e hashish in città. Nei parcheggi, soprattutto, che bonificavano prima degli scambi con i loro clienti, dando filo da torcere agli uomini della sezione narcotici della squadra mobile che stavano seguendo i loro movimenti. Due di loro, Hicam, alias di Boulbaba Dekhil, 31 anni e Arouchi (alias di Aroussi Zarati, 25 anni) sono detenuti nel carcere di Siena e in quello di Sollicciano. E ieri, il giudice per l'udienza preliminare Valeria Montesarchio, ha dato mandato al medico legale Stefano D'Errico di analizzare la situazione dei due detenuti. L'avvocato Tania Amarugi infatti, aveva presentato, dopo la relazione del perito di parte Cristina Vuolo, la richiesta di scarcerazione per i due e la sostituzione della custodia cautelare, in attesa del processo, ai domiciliari, o almeno in un'altra struttura.  Alla base della richiesta ci sono motivi di salute: i due hanno problemi seri che si sarebbero aggravati proprio durante il periodo di detenzione in carcere. Problemi aggravati anche da un altro fattore: il sovraffollamento delle celle. «Aroussi ha problemi seri - spiega Tantia Amarugi - ed è costretto a combattere con una malattia congenita che sta peggiorando giorno dopo giorno». Aroussi è nel carcere di Siena, dove oggi sarà visitato dal medico legale incaricato dal tribunale, venerdì invece toccherà a Boulbaba, che oltre a dover combattere con la malattia deve fare i conti anche con il sovraffollamento del carcere di Sollicciano. «Dividere la cella con altri cinque detenuti in quelle condizioni - aggiunge l'avvocato - significa anche in questo caso aggravare il suo stato di salute».  D'Errico ha cinque giorni di tempo per depositare al gup la relazione sulla compatibilità dello stato di salute dei due indagati.  Con i due, in manette erano finiti anche Mokthar Dkhil, 29 anni, che gestiva tutto il traffico, Hammadi (alias di Mohamed Dkhil, 38 anni), Chadli, 29 anni, all'anagrafe Mohamed Dhaou e Sami, Saleme Hickeme, tutt'ora ricercato dalla polizia. Tutti regolari, tutti residenti tra Grosseto e Castiglione, ma senza alcun lavoro.

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