Il Tirreno

Grosseto

L’INTERVENTO

La città è ingessata, serve il regolamento urbanistico

Massimo Felicioni   Grosseto oggi
<b>ARCHITETTO.</b> Massimo Felicioni
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ARCHITETTO. Massimo Felicioni

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Nel porgere a tutti i cittadini grossetani e quindi a tutti i pubblici amministratori locali un sincero augurio di buon anno, desidero cogliere l'occasione per fare un invito pubblico. Si tratta di un invito rivolto a tutti, sia alla maggioranza che all'opposizione, ai nostri amministratori comunali, provinciali, alle associazioni di categoria. Il tema è la pianificazione di Grosseto e dell'economia grossetana. Tutti sappiamo che la nostra città, come anche altri comuni provinciali, pur essendo dotata di un piano strutturale approvato, ha ad oggi il Regolamento urbanistico solamente adottato.  Il mio giudizio professionale su questo strumento è molto critico, sia per le incongruenze, sia per le incoerenze, sia per illogicità e insostenibilità di alcune scelte. Una su tutte quella del polo logistico di Braccagni. Premesso ciò, per dovere morale, vengo però a sottolineare come amministratore pubblico e cittadino responsabile, che tutti noi dobbiamo concorrere a far correggere le situazioni insostenibili e quelle pericolose, per poi velocemente approvare il piano. Grosseto per come è stata sviluppata non è assolutamente in grado di poter resistere senza gli strumenti e le scelte esecutive alla crisi economica che incombe. Mi sbaglierò, ma io credo che se continuiamo a fare demagogia a parlarci addosso dei progetti bandiera, Grosseto cadrà in ginocchio. In questo momento la città è ingessata urbanisticamente ed è improduttiva economicamente: i dati esposti sia dalla Camera di Commercio sia dalle associazioni di categoria fotografano in modo indelebile la reale situazione. L'approvazione del Regolamento urbanistico non sarà la panacea di tutti i mali, ma rappresenta quantomeno un primo concreto aiuto.  Finito il 2011, guardiamo avanti e facciamo in modo che l'inizio del 2012 sia l'occasione per responsabilizzarci, che sia l'occasione concreta per scegliere. Scegliere quindi di approvare subito uno strumento urbanistico indispensabile, scegliere (come ha fatto, con ciò che aveva a disposizione, il presidente della Camera di Commercio Gianni Lamioni rispetto al brand Maremma) di credere nella nostra terra, dotandola di politiche concertate che vedano partire da subito i poli agro alimentari, i poli logistici nelle posizioni geografiche strategiche per funzionare, che vedano sostenere economicamente e burocraticamente le produzioni della filiera agro-alimentare, che dotino di nuovi servizi la nostra industria del turismo purtroppo ancora oggi rimasta inespressa a causa di una classe dirigente incapace.

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