Il dolore
«Geotermia, si rischia la desertificazione»
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BAGNORE La centrale geotermica Ambientalisti all'attacco in vista del convegno ad Arcidosso
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ARCIDOSSO. I comitati ambientalisti del Monte Amiata chiamano a raccolta la popolazione il 3 gennaio, ad Arcidosso, nella sala consiliare, alle 17, per discutere sul tema "Geotermia e Amiata, attualità e futuro". Interverrà il professor Andrea Borgia, ricercatore all'università di Berkeley (California), vulcanologo ed esperto di geotermia. Prima dell'incontro, Carlo Goretti, esponente degli ambientalisti arcidossini, auspica la partecipazione numerosa della popolazione. «Da quando sono in pensione - spiega - spendo tutto il mio tempo per approfondire la questione geotermica. Ripeto per l'ennesima volta che la geotermia per la montagna con la costruzione della nuova centrale, non scriverà solo la storia di qualche anno futuro, ma segnerà il proprio destino. Dunque è bene che ognuno si prenda le sue responsabilità. Soprattutto i politici. Io, per parte mia, lo sto facendo». Goretti spiega che la posizione degli ambientalisti contro l'aumento dello sfruttamento del vapore è legato a vari fattori, che sono, poi, sempre gli stessi di anni fa e che si sono consolidati dopo una visita a Larderello, a cui ha partecipato lo stesso Goretti. «La zona da noi visitata - spiega - è desertificata. Se penso che faremo la stessa fine mi ci piange il cuore. A breve la Regione Toscna procederà alla Via per la costruzione della nuova centrale di Bagnore 4 da 40 Megawatt, in prossimità di Bagnore 3, di 20 Mw. Già approvata la Via dell'area geotermica di Piancastagnaio, col mantenimento di 60 Mw e la realizzazione di almeno 9 pozzi profondi 3.500 metri con approvvigionamento da ciascun pozzo di circa 20 tonnellate all'ora di vapore. Sarà dunque raddoppiata la produzione di energia in Amiata e triplicata quella del versante grossetano». Goretti, esibendo studi, carte, documenti, spiega che «la geotermia consuma e inquina l'acqua, immette in atmosfera sostanze definite da Arpat "inquinanti con caratteristiche tossicologiche ed eco tossicologiche rilevanti": Bagnore 3 emette quotidianamente secondo i dati Arpat 2009, una tonnellata di acido solfidrico, quattro tonnellate di ammoniaca, sette tonnellate di metano, 1,2 chili di acido borico e poi mercurio e arsenico, oltre le 214 tonnellate di anidride carbonica». Ma quello che non va giù neppure un po' a Goretti è il posto delle centrali e dei fori. «Costruiscono e trivellano in siti di interesse comunitario e regionale: c'è il cono amiatino, il Monte Labbro, il Parco faunistico. Prima fanno i siti di pregio da salvaguardare e poi ci fanno le centrali. Le scelte che si prospettano rispondono solo a finalità economiche e sono immediate. Non si pensa al futuro che lasceremo ai figli e ai nipoti». Alla giornata odierna parteciperà il professor Andrea Borgia, che da tempo i comitati considerano la loro voce scientifica e che non manca, in ogni assemblea, di dipingere scenari apocalittici, arrivando a definire la geotermia la "shoah" della montagna. E anche questa volta è il professore della Berkley che i comitati hanno invitato a partecipare come esperto del problema. F.B.
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