Sicurezza
Chelliana, lettera alla Marson
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CHELLIANA. Roberto Aureli ha scritto allassessore regionale Marson Aureli scrive all'assessore, alla soprintendente e anche a Sgarbi «Il palazzo casca a pezzi mentre si consuma altro territorio»
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GROSSETO. Sul palazzo dell'ex Chelliana di via Mazzini la polemica non si placa. E l'architetto Aureli, che fu incaricato dal Comune di realizzare il progetto per metterci la biblioteca, ha scritto alla soprintendente Emanuela Carpani, all'assessore Anna Marson e, per conoscenza, a Vittorio Emiliani, Philippe Daverio, Alberto Settis e Vittorio Sgarbi. Intanto il palazzo di via Mazzini, per il quale il Comune ha comunque stanziato circa 200mila euro per la messa in sicurezza, continua a versare in condizioni pietose, con vetri rotti dai quali entrano i piccioni e acqua che filtra dal tetto. E il Comune non sa ancora cosa farci. L'unica certezza è che si vuole realizzare la biblioteca alla Cittadella, mentre nello storico palazzo siamo ancora nel campo delle ipotesi. Fino alla campagna elettorale c'era la certezza che ci sarebbe finita l'università. Invece, del resto tante certezze da maggio si sono sciolte come neve al sole, per il disastro dei conti dell'ateneo senese i corsi sono stati profondamente ridimensionati e per l'unico rimasto l'ex Gil basta e avanza. Adesso si parla di realizzarci il Centro di documentazione per gli Etruschi, magari utilizzando anche le scuole che sono di fronte. E Roberto Aureli continua a sperare di riportarci la biblioteca, come era previsto fino a qualche tempo fa e come hanno chiesto circa duemila cittadini con una raccolta di firme, del tutto ignorata. L'architetto ne ha fatto una battaglia personale anche se, in fondo, alla fine la sua colpa potrebbe essere solo quella di aver "sposato" la causa del centrodestra alle ultime elezioni. «Da oltre tre anni - scrive Aureli nella sua lettera - l'Amministrazione Comunale di Grosseto ha bloccato inspiegabilmente i lavori di restauro e di eliminazione delle barriere architettoniche nell'edificio mensini che da quasi cent'anni ospita la centoncinquanteria biblioteca civica Chelliana. Questo comportamento, oltre ad essere contrario ai dettami del Pit regionale che indica la salvaguardia della centralità urbana come sancito al punto "2-disciplina del Piano: art. 10 Comma 3", sta arrecando danni ingenti ad un immobile vincolato e sottoposto al nuovo codice dei beni culturali del 2004. Il progetto di restauro, che ha avuto tutti i pareri favorevoli compresi quelli del suap e della soprintendenza, la validazione del Rina Industry per l'appaltabilità e circa 2 milioni di euro di finanziamento Mps, è finalizzato a realizzare un moderno centro bibliotecario in linea con i più evoluti criteri biblioteconomici. I cittadini, attenti alle sorti culturali del loro patrimonio, hanno raccolto in poco tempo oltre 1800 firme perché si riprendano i lavori di recupero nello storico palazzo e si abbandonino anacronistici intenti di saccheggio del territorio e costosa nuova cementificazione». (g.f.)
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