Sicurezza
Bomba carta danneggia il duomo
Alfredo Faetti
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PETARDI. Il travertino del duomo di Massa Marittima danneggiato dalla bomba carta e, a sinistra, i danni causati dal petardo a un parchimetroAltre due esplodono alla Comunità montana e sotto a un parcometro
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MASSA MARITTIMA. C'è stato un botto che a Massa Marittima ha fatto più rumore degli altri (artefici comunque di una buona dose di danni) all'arrivo del 2012. Non solo per la polvere da sparo che conteneva, ben preparata artigianalmente a quanto sembra, ma soprattutto per il punto in cui è scoppiato: il duomo di San Cerbone, uno dei monumenti più conosciuti della Maremma e d'Italia. E sul web infuria la polemica. «E' un peccato rovinare il centro storico per colpa di quattro imbecilli» scrive un massetano su Facebook. Forse mai come quest'anno i petardi hanno fatto parlare di sé, portando molta gente a battere i pugni sulle scrivanie dei sindaci per proibirne l'uso allo scoccare dell'ultima mezzanotte. Per lo più, il motivo di questa richiesta era legato agli animali e ai danni che i botti avrebbero potuto recar loro, ma a Massa Marittima la "bomba" è esplosa proprio al fianco del simbolo cittadino, quel duomo attorno a cui da secoli si erge il borgo.
Una bestemmia per i massetani, carica di rabbia, polemiche e un po' d'incredulità. Perché la miccia di quel petardo, a quanto sembra fabbricato artigianalmente vista la sua portata, ha raggiunto la polvere da sparo a mezzanotte e quaranta, quando in piazza c'era ancora diversa gente a dare il benvenuto al 2012. Un botto enorme, che ha spaventato qualcuno e ha raccolto quasi tutti attorno al punto in cui ha lasciato il segno. Il grosso petardo era stato acceso su un lato di San Cerbone, in prossimità dell'angolo con la facciata, proprio accanto ad un travertino. Il petardo ha lasciato un alone nero sul muro, a cui si sta lavorando da domenica per cancellarne le tracce. C'è chi dice che il travertino abbia subito anche qualche danno, ma è difficile stabilirlo con precisione. Fatto sta che il botto è stato davvero grande. «Io ero in casa, a due passi, e posso garantire che i vetri sono tremati veramente» si dice sul social network. «Assurdo che non ci fosse nessuno a controllare» si legge scorrendo i commenti. Ma per la verità c'era qualcuno addetto al controllo e proprio in quel momento stava facendo il suo dovere, solo in un'altra zona.
Ad intervenire infatti è stata la polizia municipale, che fino a quel momento era occupata nel parcheggio di fronte alla sede della Comunità Montana, dove pare una bomba carta abbia fatto non pochi danni nei bagni allestiti lì accanto. Qualunque ordigno fosse, comunque, è stato abbastanza potente da costringere gli addetti a sigillare almeno fino ad ieri le strutture igieniche. Tra l'altro, insieme ai bagni è saltato in aria anche un parchimetro. I vigili erano a controllare quanto accaduto quando è arrivata la "bomba" a San Cerbone. Una volta arrivati nel centro, hanno raccolto le testimonianze dei presenti, ma ancora un colpevole non è saltato fuori. Insomma, a Massa Marittima il 2012 è arrivato nel segno della polvere da sparo e dei petardi illegali. «Torno a credere che l'unica soluzione possa essere quella di vietare l'utilizzo di fuochi d'artificio all'interno del centro storico ed, in alternativa, organizzare un unico spettacolo pirotecnico ufficiale a norma, fatto con il contributo di tutti, Comune compreso» è una delle alternative proposte su Facebook.
Una bestemmia per i massetani, carica di rabbia, polemiche e un po' d'incredulità. Perché la miccia di quel petardo, a quanto sembra fabbricato artigianalmente vista la sua portata, ha raggiunto la polvere da sparo a mezzanotte e quaranta, quando in piazza c'era ancora diversa gente a dare il benvenuto al 2012. Un botto enorme, che ha spaventato qualcuno e ha raccolto quasi tutti attorno al punto in cui ha lasciato il segno. Il grosso petardo era stato acceso su un lato di San Cerbone, in prossimità dell'angolo con la facciata, proprio accanto ad un travertino. Il petardo ha lasciato un alone nero sul muro, a cui si sta lavorando da domenica per cancellarne le tracce. C'è chi dice che il travertino abbia subito anche qualche danno, ma è difficile stabilirlo con precisione. Fatto sta che il botto è stato davvero grande. «Io ero in casa, a due passi, e posso garantire che i vetri sono tremati veramente» si dice sul social network. «Assurdo che non ci fosse nessuno a controllare» si legge scorrendo i commenti. Ma per la verità c'era qualcuno addetto al controllo e proprio in quel momento stava facendo il suo dovere, solo in un'altra zona.
Ad intervenire infatti è stata la polizia municipale, che fino a quel momento era occupata nel parcheggio di fronte alla sede della Comunità Montana, dove pare una bomba carta abbia fatto non pochi danni nei bagni allestiti lì accanto. Qualunque ordigno fosse, comunque, è stato abbastanza potente da costringere gli addetti a sigillare almeno fino ad ieri le strutture igieniche. Tra l'altro, insieme ai bagni è saltato in aria anche un parchimetro. I vigili erano a controllare quanto accaduto quando è arrivata la "bomba" a San Cerbone. Una volta arrivati nel centro, hanno raccolto le testimonianze dei presenti, ma ancora un colpevole non è saltato fuori. Insomma, a Massa Marittima il 2012 è arrivato nel segno della polvere da sparo e dei petardi illegali. «Torno a credere che l'unica soluzione possa essere quella di vietare l'utilizzo di fuochi d'artificio all'interno del centro storico ed, in alternativa, organizzare un unico spettacolo pirotecnico ufficiale a norma, fatto con il contributo di tutti, Comune compreso» è una delle alternative proposte su Facebook.
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