Il Tirreno

Grosseto

Appello per la croce senza luce

Renzo Wongher
<b>LA CIMA.</b> La grande croce monumentale che domina la sommit&agrave; del promontorio
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LA CIMA. La grande croce monumentale che domina la sommità del promontorio

Un fulmine ha mandato in tilt parte dell'impianto I Padri Passionisti chiedono aiuto per il ripristino

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 PORTO S. STEFANO. La grande croce monumentale che dall'alto del colle Predicatore, sulla sommità dell'Argentario, domina il promontorio, il territorio di Orbetello e il mare e ne illumina le notti, è per la metà spenta. Lo si avverte quando dalle terre maremmane o dalle isole si viaggia verso l'Argentario.  L'illuminazione della Croce è data da un impianto a luce fluorescente, diviso in tre sezioni che ne disegnano il profilo nel buio della notte. Il settore spento è il terzo verso la sommità, il piano più alto che si eleva da terra per una ventina di metri. L'oscuramento del settore è stato causato da un fulmine che ha colpito il monumento durante uno degli ultimi temporali. Il problema non consiste nella riparazione del danno, qualsiasi elettricista potrebbe sostituire reattori e tubi fluorescenti: il problema è arrivare in cima alla croce. Una volta, magari, qualcuno poteva rischiare l'arrampicata, ma oggi certe cose non si possono fare. Serve quindi una gru a cestello che elevi il lavoratore, che deve operare in assoluta sicurezza.  Ma portare il cestello fino alla Croce non è impresa da poco. La strada è abbastanza impervia con massi affioranti e il bosco alto che le cresce a destra e a sinistra. Non è detto che l'operazione non si possa fare, ma è evidente che serve un intervento economico molto consistente. È altrettanto evidente che i frati Passionisti del convento della "Presentazione" queste possibilità finanziarie non l'hanno.  Non l'hanno mai avuta e la Croce monumentale fu realizzata, eretta e illuminata (la prima volta nel 1934, la seconda dopo l'ultimo conflitto mondiale) con l'aiuto di fedeli, istituzioni, enti benefattori. In parole povere i Passionisti lanciano un appello affinché generosi sponsor offrano le risorse per effettuare l'operazione di ripristino di tutta l'illuminazione.  Una curiosità: la croce ha un basamento in cemento armato entro il quale è stata ricavata una piccola cappella che Cesare Merlini ha in questi giorni restaurato. Sul varco di accesso al piccolo locale, una lapide marmorea di modeste dimensioni porta inciso questo breve scritto: «Questo monumento fu eretto con le offerte di autorità, popoli circonvicini e di M.R. P. Antonio Rettore Passionista, sotto il pontificato di Pio XI, Re d'Italia Vittorio Emanuele III, duce Benito Mussolini - Anno 1934 - Costruito dalla ditta Neri di Orbetello». La Croce fu abbattuta nel 1934 da un reparto tedesco e nuovamente eretta nel dopoguerra dal Lions Club.

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