Italia
Minacciato e rapinato all'alba
Alfredo Faetti Francesca Gori
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LA RAPINA. Inseguito e ferito Claudio Bichisecchi titolare del bar Impero Inseguimento in centro, barista ferito con il collo di una bottiglia
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FOLLONICA. La festa è finita all'alba. Lui ha aspettato fino alle sei del mattino per entrare in azione. Per puntare il collo di una bottiglia contro un barista e portargli via il borsello che aveva a tracolla. Poi la fuga, le ferite e l'epilogo: l'uomo è stato arrestato. In piazza, a Follonica, l'ultimo dell'anno ha tirato tardi. E mentre si faceva festa in centro, c'era un uomo che guardava con attenzione quello che succedeva all'Impero. Claudio Bichisecchi, titolare con i fratelli del bar in via Roma, sabato notte preso d'assalto dai giovani, ha chiuso il locale ed è arrivato a piedi al parcheggio dell'ex Ilva, dove aveva lasciato l'auto. Ha aperto lo sportello, si è seduto al volante e ha messo in moto. Ma davanti si è trovato il cinquantatreenne con in pugno il collo di una bottiglia. Il barista ha cercato di difendersi, ma il rapinatore gli ha puntato contro quei pezzi di vetro e in un attimo gli ha strappato dal collo il borsello. I soldi dell'incasso lì non c'erano, li aveva portati via pochi minuti prima il fratello di Claudio. Sceso dall'auto, è cominciata la fuga: il rapinatore ha cominciato a correre, Claudio Bichisecchi è riuscito a raggiungerlo pochi metri più in là. Il cinquantatreenne è scivolato a terra ma quando il barista gli è balzato addosso si è girato all'improvviso ferendolo a una mano. Il proprietario del bar ha chiamato subito il fratello, che era andato via da quel parcheggio una manciata di minuti prima. Era ancora in zona. Una volta arrivato, anche lui si è messo a cercare di fermare l'uomo che aveva ferito Claudio. Lo ha rincorso per le strade di Follonica, fino a via Salceta, dove il cinquantatreenne si è nascosto in un portone, ed è riuscito poi a sfuggire passando da una porta sul retro di un cortile. I due fratelli hanno perso le tracce del rapinatore, che però, all'alba del primo dell'anno non aveva nemmeno fatto un buon affare: in quel borsello non c'erano soldi, c'era soltanto un mazzo di chiavi e i documenti. L'allarme era già arrivato alla centrale dei carabinieri di Massa Marittima. I militari del norm sono corsi in centro, hanno battuto palmo a palmo la zona dell'ex Ilva e le strade del centro. Dell'uomo però, non c'era traccia. È bastato che Claudio e Franco lo descrivessero, perché i carabinieri capissero di chi si trattava: un uomo che vive a Massa Marittima, che ha qualche piccolo precedente e che si è trovato a vivere nel borgo medievale con la moglie e tre figli dopo che era stato sfrattato da un appartamento che aveva abusivamente occupato un po' di tempo fa proprio all'ex Ilva. Un uomo di 53 anni che è anche seguito dalla Caritas, e che potrebbe anche aver giocato, con quella rapina, l'ultima carta, quella della disperazione e della fame. I carabinieri del norm lo hanno trovato a casa. Il borsello era già stato riconsegnato al legittimo proprietario. E il primo giorno dell'anno, per il cinquantatreenne napoletano che vive a Massa, sono scattate le manette e il trasferimento al carcere di via Saffi, dove l'uomo è rinchiuso in attesa dell'udienza di convalida con l'accusa di rapina aggravata e lesioni personali.
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