Il Tirreno

Grosseto

Sorano. Il sindaco parla delle villette dell’Elmo e del difficile dialogo con i giovani

Vanni: «Mi rifiuto di fare il gabelliere»

Antonello Carrucoli
<b>SORANO.</b> Il sindaco Vanni
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SORANO. Il sindaco Vanni

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 SORANO. Tempo di bilanci anche nella terra del tufo. La fotografia scattata dal sindaco di Sorano, Pier Andrea Vanni, è anch'essa a tinte fosche, ma con la voglia di andare avanti.  Sindaco Vanni, com'è stato l'anno appena trascorso?  «Amministrare un piccolo Comune in tempi di crisi profonda è una responsabilità in più. Da un lato si avvertono le difficoltà e i disagi crescenti dei cittadini, soprattutto di chi non riesce a trovare lavoro, dall'altro si cerca di garantire i servizi essenziali pur sapendo che è molto difficile poterlo fare. Ma quello che amareggia particolarmente è l'immagine che sta passando per effetto delle manovre dei governi Berlusconi e Monti che attribuiscono ai sindaci una sorta di ruolo di gabellieri. Lo stesso ritorno all'Ici e l'introduzione dell'Imu, così come concepite nel decreto "salva Italia", costringono i Comuni a ricorrere a sovrimposte locali per avere qualche disponibilità finanziaria in più. Ma un sindaco che conosce i problemi dei suoi cittadini non potrà mai fare il gabelliere».  La novità principale del 2011 è stata la nascita dell'Unione dei comuni.  «L'Unione dei Comuni delle Colline del Fiora nasce fra difficoltà di ordine generale e locale. Tra le prime, la legge di riforma istituzionale che è stata approvata dal consiglio regionale solo una settimana fa e la vecchia legge 37 alla quale ci si è richiamati è superata. Le seconde sono legate soprattutto allo scioglimento del consiglio comunale di Manciano. Sono contento che alla fine si sia trovata una soluzione ponte fino alle elezioni amministrative di Manciano e Pitigliano (si veda articolo in pagina, ndr). Poi sarà necessario assicurare all'Unione un governo che tenga conto dei nuovi assetti politici e istituzionali dei due Comuni e fare una rivisitazione dello statuto dell'Unione, alla luce appunto della nuova legge regionale. Così come sarebbe opportuno aprire il confronto con altri Comuni che oggi non fanno parte dell'Unione».  Scendendo sul territorio, qual è la situazione al cantiere dell'Elmo?  «Nel cantiere edile dell'Elmo, dove sono in costruzione diverse villette private, i lavori sono stati sospesi da circa due anni dal Genio Civile di Grosseto perché sono emerse violazioni alle norme antisismiche e interventi in difformità ai progetti depositati. Ad oggi nonostante i solleciti dello stesso Genio Civile con il quale siamo in costante contatto, la società proprietaria non ha presentato il progetto completo necessario per chiedere la sanatoria. Per parte sua il Comune, a seguito di alcune criticità insorte lungo la strada provinciale, e in alcune aree a monte e a valle del cantiere, ha disposto un monitoraggio complessivo dell'intera zona. Il monitoraggio è in corso da circa un anno e si è in attesa, a breve, delle conclusioni tecniche».  A Sorano non sembra esserci un pieno coinvolgimento dei giovani nella politica locale. Perché?  «È un grosso problema. Evidentemente c'è una responsabilità di noi amministratori che non riusciamo a creare occasioni di ascolto e di dialogo con i giovani. Ma ci sono anche il venir meno di alcuni punti di riferimento, le incertezze che pesano sul mondo della scuola, la crisi dell'università e la consapevolezza che oggi per un giovane è difficile formarsi e prepararsi e lo è ancor di più trovare poi un lavoro, in particolare nelle nostre zone. Fra i tanti problemi di questa confusa e complessa stagione delle istituzioni e della politica questa è una priorità».

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