Toscana
Gli albergatori tra sconcerto e rassegnazione: non potremo impedire di diventare esattori dei Comuni
Un coro di no alla tassa di soggiorno
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PRESIDENTE Emanuela Fontana AntonelliFontana Antonelli: «Eppure Bonifazi era sempre stato contrario»
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GROSSETO. Quando ieri mattina hanno letto i giornali, agli albergatori è andato il caffè di traverso. «La tassa di soggiorno? Io non ci voglio credere» dice Emanuela Fontana Antonelli, presidente di Federalberghi Grosseto. Tra promesse non rispettate e richiesta di garanzie, gli operatori non intendo subire passivamente questa imposta. «In pratica, diventeremo degli esattori fiscali per i Comuni» continua Antonelli. Le dichiarazioni dei vari sindaci, da Grosseto a quelli delle Colline Metallifere, hanno lasciato sbigottiti gli albergatori. Intervistati, i loro commenti vanno scemando, da un'ostinata contrarietà per poi passare a una rassegnata consapevolezza che sarà dura impedire questa introduzione se le amministrazioni sono convinte, però soltanto a patto che vengano seguite richieste precise, su cui non hanno intenzione di transigere. Chi ha destato maggiori sorprese è Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto. «E' in contraddizione con quanto ha promesso fino ad ora» dice Antonelli, ricalcando le parole del primo cittadino che fino all'estate scorsa si era dichiarato contrario alla tassa di soggiorno. Sulla stessa linea anche Andrea Facondini, presidente di Asshotel Confesercenti: «Manifestiamo la nostra perplessità nell'apprendere che Grosseto città affermi di volerla introdurre, in controtendenza rispetto a quanto affermato negli ultimi anni». Ma non è soltanto una questione di principio. Sono diversi i punti per cui gli operatori sono imbufaliti rispetto a questa imposta. «Ad ottobre - continua Antonelli - abbiamo fatto i prezzi con i tour operator per il prossimo anno. Se a primavera verrà inserita la tassa avremo non pochi disagi». Non solo. «Negli ultimi anni gli operatori hanno lavorato ad un'offerta Maremma che ha fatto del rapporto qualità prezzo uno dei punti di forza del comparto - dice Facondini - La tassa di soggiorno potrebbe vanificare tutti questi sforzi». Rabbia, appunto. Ma le amministrazioni, per far fronte alla crisi, sono davvero intenzionate ad inserire la tassa di soggiorno e gli albergatori sanno che potranno far ben poco per impedire che ciò avvenga. «Almeno non ora» dice Antonelli. Un'accettazione però non senza compromessi. «La legge impone che se viene applicata questa tassa le amministrazioni devono prima concordarla al tavolo con le associazioni di categoria» dice Maurizio Parrini, referente di Federalberghi di Follonica e dintorni, dove appunto sembra che la novità sia imminente. «Se vogliono mettere la tassa, allora dovranno investire tutte queste entrate nel settore turistico. A Follonica, per esempio, per questo settore non viene fatto molto». Facondini dichiara di sperare nell'Osservatorio turistico di destinazione a livello provinciale, facendo anche appello alle disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale del 2011. «Auspichiamo che tale azione possa essere discussa - dice - per non provocare altri disagi al settore già gravato da un'Iva più alta rispetto all'estero». A.F.
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