Finanza
Uccisa nel sonno da una stufa killer
Paola Villani
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PIAN DALMA. La camera da letto del podere Laschetti dove Maria Dina Martinelli dormiva E lesterno del podere 84enne stroncata dalle esalazioni del monossido o di una poltrona andata in fumo
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SCARLINO. È morta in casa sua, da sola. Intossicata dal monossido di carbonio esalato dalla sua stufa o dal fumo sprigionato dalla combustione della poltrona. Pian D'Alma che piange la scomparsa di Maria Dina Martinelli, 84 anni vissuti praticamente tutti nel podere Laschetti, un casale immerso nella campagna che costeggia Cala Violina. Una strada sterrata che dalle Collacchie arriva sin quasi alla spiaggia e che svoltando porta all'edificio dove l'anziana viveva con il nipote Lio Manganelli, unici eredi di una storica famiglia di agricoltori di Pian D'Alma. Un fatale incidente quello che ha portato alla sua morte, anche se resta da capire la causa: se il monossido di carbonio fuoriuscito da una stufetta a gas o il contatto tra quest'ultima e una poltrona di pelle; contatto che potrebbe aver provocato il fumo che l'ha intossicata sino al decesso. La donna dormiva nella camera da letto al piano terra. Suo nipote - per starle vicino - da tempo passava la notte sul divano di cucina a pochi passi dalla zia. Le condizioni della signora erano peggiorate negli ultimi mesi: non riusciva più a camminare bene e passava qusi sempre il tempo a letto. La notte tra giovedì e venerdì aveva chiesto al nipote Lio di aumentare il calore della stufa perché aveva freddo. Sicuramente dopo le 1,30 (ora dell'ultima visita di Lio alla zia) l'anziana si è alzata per dare ancora più energia all'impianto. Un'ipotesi è che si sia appoggiata alla poltrona di pelle di camera per riuscire ad arrivare alla stufa, ma così facendo avrebbe spostato la seduta sino al calorifero. Dal contatto potrebbe aver preso il via il fumo che l'ha uccisa, anche se resta in piedi l'ipotesi legata al monossido. A chiarirlo sarà l'autopsia effettuata ieri all'ospedale Misericordia di Grosseto. Scioccato il nipote che ieri mattina non si dava pace; era andato a controllarla poco prima di addormentarsi ma alle cinque si è svegliato proprio a causa dell'odore che arrivava da camera, e ha trovato la zia morta nel suo letto. Una donna forte che insieme al marito e alla famiglia del cognato (padre di Lio) aveva portato avanti il lavoro del podere: il casale era gestito dai due fratelli Manganelli scomparsi entrambi da qualche anno. Non aveva avuto figli, Lio era per lei più che un nipote. A Pian D'Alma la ricordano tutti con affetto, perché era una lavoratrice instancabile e una persona gentile con tutti. I funerali sono oggi alle 15 nella chiesa dei santi Pietro e Paolo al Cassarello, a Follonica. Poi la sepoltura nel cimitero comunale.
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