Toscana
Secondo la ditta madre la titolare è gravemente malata ma i clienti sono comunque infuriati
«Quell'agenzia ci ha lasciato a piedi»
Pierluigi Sposato
Un gruppo di grossetani doveva festeggiare il Capodanno a Berlino
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Dovevano essere a Berlino da ieri, ai piedi della Porta di Brandeburgo (foto), per festeggiare il capodanno. E invece sono rimasti a piedi. L'agenzia di viaggio che doveva fornire loro i biglietti è chiusa da qualche giorno. «Per malattia della titolare», dicono i responsabili della ditta che ha concesso il marchio in franchising e che si sono dati da fare per rimediare. Ma i clienti sono infuriati. Ma chi ha speso tra le 350 e le 450 euro, per quella vacanza da cui era rimasto allettato già due mesi fa, è sul piede di guerra: era pronto ad andare a sporgere denuncia dai carabinieri, con le ricevute alle mano, ma ci ha ripensato dopo aver parlato con i militari. «In caserma - dicono fuori dall'ingresso di piazza Lamarmora - ci hanno detto che se denunciamo la titolare dell'agenzia, automaticamente finisce nei guai anche la ditta madre. E i responsabili di questa ditta ci hanno promesso che lunedì verremo rimborsati. Noi non vorremo mettere nei guai loro. Così abbiamo deciso di aspettare. Se poi lunedì non dovessero pagarci...». Insomma, nessuna denuncia. Rabbia solo congelata. Ma gli ultimi giorni le due coppie di fidanzati e il loro amico - piccoli imprenditori e studenti - hanno vissuto un dramma autentico, non ancora concluso del resto. Il padre di uno di loro ha fatto la posta davanti all'agenzia già prima dell'alba di ieri: alle 5, alle 6, alle 9,30 era di nuovo lì. «Pensavo che qualcuno volesse venire a portare via tutto...», spiega parlando davanti alla vetrina, su cui compare un cartello manoscritto che riporta l'invito a rivolgersi a un numero di cellulare «per ogni evenienza». Perché qualcuno è venuto in questi giorni, dopo che il bubbone è scoppiato: sono i responsabili della ditta, che ha sede in Veneto, e che sono rimasti in contatto con i clienti. «La titolare ha dei problemi di salute - dicono dal Veneto rispondendo al cronista - Ci è stato mandato un certificato di ricovero in ospedale con prognosi di 60 giorni. Noi l'abbiamo saputo solo qualche giorno dopo, da qualcuno della famiglia, e ci siamo subito attivati per i clienti. Risolveremo tutto, anzi abbiamo già risolto per venti persone». Non per i cinque, però: «Saranno tutti rimborsati, dopo le nostre verifiche naturalmente». Il danno c'è stato, insistono però i cinque grossetani. Dal 30 dicembre al 2 gennaio a Berlino, un pacchetto invitante salito leggermente di prezzo con il passare dei giorni (i cinque non hanno prenotato contemporaneamente e uno di loro ha pagato il supplemento singolo). «Avevamo prenotato a novembre - raccontano esibendo le ricevute - pagando 100 euro di acconto e qualche giorno dopo il saldo. Ci era stato detto che saremmo stati chiamati una settimana prima di partire». Le due ragazze del gruppo si sono presentate il 23: «Tornate il 27 - sarebbe stata la risposta - I biglietti ancora non ce li ho. Ma volo e albergo sono prenotati, tranquilli». Il 27 però l'agenzia era chiusa: c'era solo il cartello. Qualcuno ha telefonato al cellulare indicato e dopo un po' dall'altra parte ha risposto la titolare: «Ci ha detto di aver avuto un incidente. A me - dice un altro del gruppo, quello più arrabbiato - mi ha chiesto i dati della carta di credito per farci partire comunque con un'altra sistemazione. Ma io non le ho dato niente». Poi ci sono dati che non collimano perché il gruppetto avrebbe saputo che la donna sarebbe in coma dal 23 («Io sono sicuro di aver parlato con lei il 27! La voce era un po' strana ma era lei») e qualcuno avrebbe visto i suoi auguri su facebook il giorno di Natale. «E comunque in Veneto non c'è traccia di queste prenotazioni», aggiungono mostrando i fogli intestati. C'è solo da attendere, almeno fino a lunedì. Stanotte niente Berlino, tutti in piazza Dante..
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
