Il Tirreno

Grosseto

L'elicottero di Piscicelli riconosciuto dal Wwf «L'incubo dei naturalisti»

Francesca Ferri
L'elicottero di Piscicelli riconosciuto dal Wwf «L'incubo dei naturalisti»

«Scorrazza su oasi e riserve disturbando visitatori e fauna in barba ai divieti e alle segnalazioni»

3 MINUTI DI LETTURA





 ORBETELLO. Ci voleva un atterraggio in spiaggia per far riporre a Francesco Maria Piscicelli l'elicottero in hangar. Ma quella del 26 dicembre non è stata la prima volta che il suo velivolo ha scorrazzato in zona.  A denunciare, nel maggio scorso, un volo fuori legge dell'elicottero dell'imprenditore napoletano è stato il Wwf dopo che lo zanzarone in metallo è passato a pochi metri da terra sull'oasi del Lago di Burano squarciando la tranquillità della riserva, terrorizzando gli uccelli e facendo imbufalire i naturalisti appostati per il bird watching. Ma, soprattutto, convincendo la direzione dell'oasi a sporgere denuncia per l'impropria intrusione dell'elicottero in una zona vietata al traffico aereo. Non senza aver prima fotografato il velivolo - la foto è pubblicata in alto - a scanso di equivoci.  «Quando ho visto in televisione il servizio sull'elicottero atterrato in Feniglia - spiega il direttore dell'oasi di Burano, Fabio Cianchi - ho riconosciuto subito quel mezzo. Ho verificato in archivio perché ricordavo che in primavera era passato a nemmeno dieci metri sopra la direzione della riserva, diretto verso il lago, e un naturalista lo aveva fotografato. E infatti, come si vede dalla foto, la targa S5-HMJ coincide».  Peccato che sui cieli di parchi e oasi naturalistiche gli unici ad essere autorizzati a volare sono gli uccelli. Il sorvolo è consentito solo oltre i 1.500 piedi secondo la legge 394 del 1991. «E dato che gli ultraleggeri non possono raggiungere quelle quote - spiega Cianchi- dove è vige tale restrizione non possono far altro che passare alla larga. Ma purtroppo qui non è raro che si infrangano le regole».  Dalla direzione regionale del Wwf spiegano che «questa pratica illegale ad opera prevalentemente di velivoli ultraleggeri è in forte aumento e la nostra associazione lo ha più volte denunciato alle autorità competenti (Enac, Aero Club Italia, Forestale, polizia provinciale, carabinieri, Comuni e Procura) e a mezzo stampa, ma sembra che fino ad oggi, almeno nella nostra provincia, non ci sia stato un seguito».  La denuncia per il volo di primavera è stata presentata alla polizia provinciale il 26 maggio, insieme a quella verso altri due elicotteri «ma ad oggi non ne conosciamo gli esiti», spiega Cianchi. Del resto, spiega il Wwf, «nel nostro territorio ci sono diverse realtà illegittime dove ultraleggeri e velivoli professionali atterrano e decollano in barba alle norme ambientali e di sicurezza, come i campi di volo di Ponte Tre Occhi a Capalbio e quello di Terrarossa a Monte Argentario, situati dentro due divieti di sorvolo (Notam)».  Divieti che servono a tutelare gli animali. «Gli uccelli che vengono a svernare qui - spiega Cianchi - col freddo mangiano meno e hanno meno energia per volare. Non devono quindi essere disturbati. D'estate il problema è legato alla riproduzione; gli uccelli dalla paura scappano e abbandonano i nidi. Queste sono cose che rovinano la gestione di una riserva».  Evidentemente la tutela della fauna non è bastata, in sette mesi, a stoppare i voli degli elicotteri "clandestini" sull'oasi, quello di Piscicelli compreso. Ci voleva un pranzo di Santo Stefano sulla spiaggia e un atterraggio sull'arenile. «Finalmente - spiega il Wwf - l'indignazione di altri cittadini ha fatto mobilitare le autorità e speriamo che questa volta il proprietario del velivolo targato S5-HMJ, paghi per le sue continue scorribande che hanno anche infrando le regole di tutela della fauna».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web