Il Tirreno

Grosseto

LE INDAGINI

Ucciso da una pallottola che non ha incontrato alcun ostacolo

Fra.Go.
<b>LA VITTIMA.</b> Guelfo Lucchetti
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LA VITTIMA. Guelfo Lucchetti

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 CAPALBIO. Guelfo Lucchetti è morto per un tragico incidente. Per una pallottola calibro 30,06 sparata da una posta in alto che è entrata nella testa del cinghiale, ha attraversato la colonna vertebrale dell'animale ed è uscita dall'altra parte. Non ha trovato alcun osso, quella pallottola. Non si è frantumata. Poi, probabilmente, è rimbalzata e la sua traiettoria è stata deviata fino ad arrivare a colpire Guelfo Lucchetti.  Sono i primi risultati degli esami balistici che i carabinieri stanno conducendo. I militari ieri sono tornati di nuovo nella macchia, dove hanno misurato tutte le distanze tra la posta, dove c'era il cacciatore che ha sparato e il punto in cui è stato colpito il falegname sessantasettenne di Capalbio. Una cosa è risultata subito chiara: dalla posta sulla quale era salito l'imprenditore agricolo che ha fatto fuoco Guelfo non si vedeva. Sono passati minuti prima che i cacciatori si accorgessero che a terra era rimasto anche lui, e non soltanto il cinghiale.  Il pm Luisa D'Amelio, che sta coordinando le indagini, ha chiesto ai militari di verificare con estrema attenzione tutti i tasselli di questo puzzle che compongono un incidente senza precedenti per le squadre di caccia capalbiesi. Altre volte, altri morti nella macchia c'erano stati. Ma mai nella comunità della Piccola Atene. Che ora aspetta il risultato dell'autopsia e soprattutto aspetta di celebrare il funerale di quell'amico che non c'è più.

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