Il Tirreno

Grosseto

Stop ai lavori, scempio sulla collina

Elisabetta Giorgi

A Montorsaio la rabbia di 20 famiglie: «Hanno deturpato il paesaggio»

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 MONTORSAIO. Bellezza e rovina, la meraviglia del paesaggio e lo scempio dell'intervento umano. A Montorsaio erano attesi appartamenti, ma da quattro anni è rimasta una collina sventrata su cui si affacciano abitanti furiosi. Così una ventina di famiglie lamenta «una situazione visiva vergognosa» che stride col dolce panorama di colline, vecchie cave di pietra e miniere anticamente sfruttate per estrarre argento, piombo e antimonio.  Siamo alle porte della frazione campagnatichese, dove un paesaggio mozzafiato è turbato da una lottizzazione bloccata da anni e che solo a gennaio (se tutto va bene) potrebbe ripartire dopo burrascosi intoppi legali.  «Hanno iniziato lavori e li hanno abbandonati lì», lamenta Andrea Tei, abitante nel palazzo accanto alla lottizzazione bloccata. Il riferimento è ai lavori iniziati e più volte interrotti nel corso degli ultimi quattro anni. «Tutti i giorni - dice - apro la finestra e mi trovo davanti a questo panorama sventrato. Le aziende avviarono i cantieri ma li hanno lasciati lì. Se non li avessero neppure cominciati sarebbe stato meglio; almeno li finiscano». Ma finora nessuna risposta. Uno scandalo, racconta Tei puntando il dito su un mini dossier fotografico che documenta l'abbandono del cantiere.  La lottizzazione fantasma partì nel 2007, a poca distanza dalle porte di Montorsaio. Ai due lati del cantiere sono sono una ventina di case "vista scempio" dove i condomini (una decina di case a sinistra e una decina a destra) sono sempre più furiosi e chiedono risposte. E invece?  A monte di tutto questo è un lungo contenzioso tra due società. Era il dicembre del 2008 quando la Perna Elio & C srl ha venduto alla società Mc2 srl un lotto di terreno edificabile a Montorsaio; contestualmente la società Perna aveva in appalto le opere di escavazione per realizzare gli appartamenti. Gli scavi sono partiti nella primavera del 2009 e a luglio la Perna ha ultimato i lavori.  Intanto c'è stato un trasferimento di quote nella Mc2: la società viene acquistata da Aristide Giannetti (già presidente dell'associazione Industriali di Grosseto) che diviene il socio di maggioranza e il legale rappresentante della società. Qualche mese dopo il passaggio di proprietà, siamo nel luglio 2009 in concomitanza con l'ultimazione dei lavori, Giannetti inizia per conto della MC2 a sollevare una serie di contestazioni alla Perna, riguardo sia a un presunto ritardo nell'ultimazione dei lavori sia a presunta irregolarità commesse dalla Perna nella gestione, nel trasporto e smaltimento delle terre di scavo del sito (per questa vicenda, a seguito di una denuncia del Giannetti, ci sarà un procedimento penale nel quale Palazzesi sarà poi assolto). I primi di agosto del 2009 la Mc2 intima alla Perna di sospendere i lavori e la estromette dal cantiere, sostenendo di aver subito grossi danni per la ritardata ultimazione dei lavori. I cantieri sono dunque bloccati, tra contestazioni di impegni avviati e scavi non pagati. Inizia un fitto carteggio fra le due società e i loro legali (Luca Di Paola per la Perna e Alessandro Maria Lecci per la Mc2), che però ha portato solo in parte al pagamento da parte della Mc2 delle spettanze dovute alla Perna. Quest'ultima però, vantando ancora un credito di oltre 150.000 euro nei confronti della Mc2, ha intanto avviato una causa civile nel Tribunale di Grosseto che è tuttora in corso (a gennaio dovranno essere sentiti i primi testimoni). Nel frattempo la società Mc2 ha ancora una volta mutato fisionomia e le quote sono state acquistate al 100% da soci di Civitavecchia che promettono di far ripartire presto il cantiere.

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